Le celebri figure grottesche di Leonardo da Vinci potrebbero avere un significato molto più profondo di quanto ritenuto finora. Una nuova ricerca propone infatti una lettura che collega questi disegni alla tradizione filosofica dell’Antichità e alla riflessione rinascimentale sul rapporto tra aspetto esteriore e interiorità.
Lo studio, firmato dalla ricercatrice Nathalie Popis e dal professore emerito della Sorbona Jean-Charles Pomerol, interpreta i grotteschi leonardeschi non come semplici caricature, ma come rappresentazioni dal forte valore morale, nelle quali il volto diventa espressione del carattere e dell’anima.
Comunicato integrale
Parigi, 31 luglio 2026 – Il Rinascimento italiano pone l’Antichità al centro del pensiero, dell’arte e della conoscenza. Gli umanisti riscoprono Platone, Aristotele e Vitruvio, mentre gli artisti studiano le sculture greche e romane raccolte nelle collezioni principesche. Le opere antiche diventano un modello privilegiato per comprendere l’uomo e la natura. Un incontro con il mondo classico che alimenta profondamente le ricerche di Leonardo da Vinci, unendo osservazione, riflessione filosofica e studio del corpo umano.
I suoi disegni tratti dalle statue antiche testimoniano la sua ammirazione per le proporzioni, il movimento e l’equilibrio.
La nuova ricerca sui grotteschi di Leonardo da Vinci
Le recenti ricerche di Nathalie Popis, ricercatrice specializzata su Leonardo da Vinci, e Jean-Charles Pomerol, professore emerito all’Università Sorbona di Parigi, sull’assimilazione dei modelli classici da parte dell’artista, in particolare sull’applicazione delle proporzioni vitruviane, conducono oggi a una nuova interpretazione di un aspetto finora poco studiato della sua opera: quello delle teste grottesche.
Questa lettura propone che tali disegni non siano semplici fantasie o caricature, ma si inseriscano in una tradizione artistica e filosofica nella quale il volto diventa un autentico linguaggio della natura umana.
Fin dall’Antichità, gli artisti greci e romani raffiguravano infatti fisionomie dai tratti accentuati, segnate dall’età, dalle passioni e dal temperamento. Queste figure riflettono una concezione dell’uomo secondo la quale l’aspetto esteriore manifesta la vita interiore.
NelPrimo Alcibiade, Platone afferma che «l’uomo non è altro che la sua anima». Questa centralità dell’anima illumina una tradizione nella quale il volto diventa il luogo privilegiato dell’espressione del carattere.
Leonardo fa propria questa concezione, sostenendo che il pittore debba rendere visibili i moti dell’animo. Emozioni, abitudini e passioni modellano progressivamente sguardi, rughe ed espressioni, facendo del volto non soltanto un’apparenza, ma il riflesso della personalità.
Leonardo e il significato morale dei grotteschi
Secondo la ricerca, i grotteschi assumono così un significato morale.
Molti personaggi indossano abiti sontuosi, copricapi raffinati o corone d’edera che richiamano prestigio e onori. Tuttavia, tali elementi non riescono a celare caratteristiche come orgoglio, vanità, avidità o durezza, che restano impresse nei lineamenti del volto.
La ricchezza distingue la posizione sociale, mentre la fisionomia rivela il carattere. I grotteschi appaiono quindi come autentici ritratti morali più che semplici caricature.
Questa interpretazione viene inoltre collegata alle convinzioni personali di Leonardo da Vinci. La sua vicinanza al frate francescano Luca Pacioli e agli ambienti francescani milanesi testimonierebbe un’affinità con una tradizione che valorizzava semplicità, distacco dai beni materiali e ricerca della verità.
Il vero bene secondo Leonardo da Vinci
NelCodice Arundel, Leonardo scrive: «Il più nobile piacere è la gioia del comprendere». NelCodice Trivulzianocritica inoltre le illusioni dell’ambizione e la ricerca del profitto come fine ultimo dell’esistenza.
Il comunicato richiama anche un altro passo attribuito a Leonardo:
«Ciò che può andare perduto non merita il nome di ricchezza. La virtù è il nostro vero bene e la vera ricompensa di chi la possiede. I beni esteriori devono essere posseduti con timore, poiché spesso abbandonano il loro proprietario, che rimane allora disprezzato e fatto oggetto di derisione.»
Secondo gli autori della ricerca, queste riflessioni contribuiscono a chiarire il significato profondo dei grotteschi leonardeschi: dietro gli elementi esteriori del prestigio e della ricchezza, Leonardo avrebbe cercato di rappresentare soprattutto la qualità dell’anima.
Nota di trasparenza
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato da comunicatistampa.net.
Fonte:
https://www.comunicatistampa.net/newsletter/cultura-2272/







