AggreBots: microrobot biologici come veicoli terapeutici personalizzati

Rappresentazione di AggreBots, minuscoli robot biologici con un ampio ventaglio di utilizzi in medicina (Credit: College of Engineering/Carnegie Mellon University)

Una ricerca condotta presso la Carnegie Mellon University di Pittsburgh (Stati Uniti) ha portato allo sviluppo degliAggreBot,biorobotmicroscopicicostruiti a partire da cellule staminali polmonari umane. Questi robot biologici rappresentano un’innovazione significativa poiché utilizzano leciglia, propulsori organici simili a peli, per il movimento. Un’alternativa ai tradizionalibiobotbasati sufibre muscolari.

La svolta principale risiede in unanuova strategia di assemblaggio modulareche consente ai ricercatori di controllare con precisione la motilità degli AggreBot. Combinandosferoidi di tessutoconciglia attive e non attiveè possibile programmareschemi di movimentospecifici.

Le caratteristiche intrinseche degli AggreBot, come labiocompatibilitàe labiodegradabilità, li rendono candidati ideali per future applicazioni mediche. Essi offrono il potenziale per lasomministrazione mirata di farmaci, interventi meccanici all’interno del corpoe la possibilità di creareveicoli terapeutici personalizzatiutilizzando le cellule del paziente stesso.Si elimina così il rischio di rigetto immunitario.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, apre nuove frontiere nellabiorobotica, nella ricerca clinica su malattie come lafibrosi cisticae nellasomministrazionediterapiein vivo.

Meccanismo di propulsione e controllo della motilità degli AggreBot

Il progresso fondamentale degli AggreBot risiede nella loro capacità di ottenereuna motilità personalizzabilee controllata, superando una delle principali sfide nel campo dei biorobot apropulsione ciliare(CiliaBot).

Le ciglia sonostrutture nanoscopiche, simili a peli, che agiscono comepropulsori organici. Nel corpo umano, ad esempio nei polmoni, muovono continuamente fluidi. In natura, aiutano creature acquatiche come ilParamecioa nuotare. Sebbene l’uso delle ciglia come sistema di propulsione per i biobot fosse promettente, controllare la forma esatta e la struttura di un CiliaBot, e quindi il suo movimento, si era dimostrato difficile.

L’assemblaggio modulare dei microscopici robot

Il Ren lab ha superato questa difficoltà sviluppandouna nuova strategia di assemblaggio modulare. Questo metodo si basa sull’aggregazione controllata di sferoidi di tessuto. Il processo permette di combinare e fondere insieme sferoidi diversi per creareforme complesse. Si possono inoltre incorporare sferoidi non funzionali. La strategia include l’uso di sferoidi che portano una mutazione genetica, la quale rende le ciglia in regioni specifiche immobili e non funzionali.
Controllando con precisione la posizione e l’abbondanza dei “propulsori” ciliari sulla superficie del tessuto, i ricercatori possonodirigereper la prima volta ilcomportamentoe glischemi di movimentodei CiliaBot.
Dhruv Bhattaram, dottorando in ingegneria biomedica e primo autore dello studio, ha paragonato il processo al “togliere i remi in punti scelti su una barca a remi durante la voga”.

“La motilità è importante, perché il corpo è un ambiente complesso. […] Abbiamo tracciato un percorso che tutti potranno usare per controllare la motilità dei CiliaBot.” commenta Xi Ren, Professore Associato di Ingegneria Biomedica.

Aggrebots
Rappresentazione di AggreBots, minuscoli robot biologici con un ampio ventaglio di utilizzi in medicina (Credit: College of Engineering/Carnegie Mellon University)

L’approccio AggreBot introduce diverse caratteristiche vantaggiose che ne ampliano il potenziale per applicazioni future

La capacità di combinare modularmente elementi ciliati e non ciliati permette ai ricercatori di creare biobot con schemi di mobilità specifici e ingegnerizzati. Aggiunge una nuova dimensione progettuale alla biorobotica e allarobotica bioibrida, consentendouna personalizzazione senza precedentidel comportamento motorio.

Essendo costituiti interamente da materiali biologici (cellule umane), gli AggreBot sononaturalmente compatibili con l’ambiente biologico del corpo. Permette la loro potenziale applicazione diretta in contesti medici senza causare reazioni avverse.
Biodegradabilità: la loro composizione cellulare assicura chepossano essere riassorbiti naturalmente dal corpodopo aver completato la loro funzione. Elimina quindi la necessità di rimuovere i dispositivi, riducendo l’invasività delle procedure.

La piattaforma AggreBot ha il potenziale per influenzare un’ampia gamma di settori, dalla medicina alla ricerca fondamentale.

  • Somministrazione Terapeutica In Vivo: Gli AggreBot potrebbero un giorno essere in grado di navigare attraverso gli ambienti complessi del corpo per fornire farmaci o interventi meccanici direttamente dove sono necessari. La loro propulsione controllata è fondamentale, poiché, come ha sottolineato il professor Ren, “senza un adeguato meccanismo di propulsione, le cellule possono facilmente bloccarsi”.
  • Ricerca Medica e Clinica: La tecnologia può essere utilizzata come modello per studiare malattie in cui la funzione ciliare è compromessa, come la discinesia ciliare primaria o le condizioni legate al muco denso e ad alta viscosità nella fibrosi cistica.
  • Salute Ambientale: Potrebbero essere impiegati per aiutare i ricercatori a comprendere l’impatto sulla salute dei rischi ambientali.

“Dall’aiutarci a comprendere l’impatto sulla salute dei rischi ambientali alla facilitazione della somministrazione di terapie in vivo, i CiliaBot hanno una vasta gamma di usi potenziali, ed è emozionante far parte della loro evoluzione.” chiosa Xi Ren.

Lo studio “AggreBots: configuring CiliaBots through guided, modular tissue aggregation” è stato pubblicato su Science Advances (settembre 2025)

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