Pagina dopo pagina, leggendo delle indagini del Commissario Montalbano, abbiamo imparato a conoscere meglio e apprezzare di più la suggestiva isola siciliana, con i suoi colori, i suoi profumi e un fascino che non conosce tempo.
Oltre alla Sicilia del Commissario Montalbano, Andrea Camilleri ha più volte raccontato della “sua” isola: molti sono, infatti, gliepisodi autobiograficiche lo scrittore ha narrato e che, naturalmente, si svolgono nello scenario siciliano.
Da Serradifalco a Porto Empedocle in bicicletta
Fra questi, una volta Camilleri ricordò della sua adolescenza durante la Seconda Guerra Mondiale: fra il maggio e illuglio 1943, quando aveva 17 anni, insieme alla famiglia lasciò la casa a Porto Empedocle per rifugiarsi presso una lontana parente che aveva una villa a Serradifalco.
Rispetto a Porto Empedocle, la vita a Serradifalco scorreva quasi normalmente e il giovane Andrea passava le giornate con i coetanei e facendo piccole commissioni per la famiglia. Fino al 10 luglio quando gli americani sbarcarono in Sicilia.
Laguerratornò prepotentemente nelle loro vite e con essa l’angoscia e le preoccupazioni: dopo diversi giorni che non avevano notizie del padre, rimasto a Porto Empedocle, Camilleri decise di tornare a casa per sincerarsi delle condizioni di suo papà.
Prese in prestito una bicicletta della parente che lo ospitava e partì, attraversando strade dissestate, con l’asfalto consumato dai mezzi militari e disseminato di pezzi metallici: nonostante le condizioni della strada, riuscì ad arrivare a Porto Empedocle, attraversando le campagne dove giacevano i resti di soldati e carri armati dopo gli scontri.
A Porto Empedocle, apprese che il padre era ancora vivo e, sollevato, ripercorse la medesima strada per tornare a Serradifalco e dare la buona notizia alla madre che attendeva impaziente.
La bicicletta Montante
Merito della buona riuscita dell’avventura è anche della bicicletta: una robusta e solida bicicletta del marchio Montante che, proprio a Serradifalco, aveva la fabbrica. Oggi l’azienda Montante è ancora operativa, ma non produce più biciclette.
Eppure, nei primi anni del Duemila, ricostruì, in onore a Camilleri, un modello dellabicicletta Kalos, risalente agli anni Trenta, con la quale lo scrittore si recò da Serradifalco a Porto Empedocle. La ricostruzione risultò fedele all’originale, grazie ai minuziosi appunti lasciati dal fondatore della Montante.
Il velocipede, ribattezzato“bicicletta di Camilleri”, non è stato messo in vendita, ma è stato solo riprodotto in un numero limitato di esemplari, da collezione. Una di queste, ovviamente, è stata donata a Camilleri che pare la conservasse nel salotto di casa.
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