La sorprendentestoria dei caninelleAmeriche. Lo studio, basato sull’analisi delDNA mitocondrialedi 70 cani antichi e moderni provenienti nell’area compresa fra il Messico centrale, il Cile e l’Argentina, rivela una strettacorrelazione tra la diffusione dei cani e quella dell’agricoltura, in particolare la coltivazione del mais, attraverso il continente. La nuova ricerca guidata dalla Dottoressa Aurélie Manin dell’Università di Oxford è stata pubblicata suProceedings of the Royal Society B.
La ricerca rivela che quasi tutti i cani in Centro e Sud America prima del contatto europeo provenivano dauna singola stirpe materna. Questo lignaggio si era separato dai cani del Nord America dopo il primo ingresso degli esseri umani nel continente. Nello specifico, questa stirpe è identificata come un singolocladomaterno, A2b1, che iniziò a divergere dai cugini nordamericani fra 7.000 e 5.000 anni fa.
La diffusione lenta e l’isolamento per distanza dei cani in America
Non una rapida diffusione, i cani hanno compiutoun viaggio molto lento attraverso le Americhe. Tale dispersione sembra seguire un modello noto comeisolamento per distanza. Invece di rapidi balzi, i cani si sono mossigradualmentecon lepopolazioni agricole, formando gruppi geneticamente distinti man mano che si diffondevano. Il che significa che cani e persone hanno avuto il tempo di adattarsi a nuovi ambienti insieme. Le analisi mostrano una maggiore somiglianza genetica tra i cani all’interno della stessa regione che tra regioni diverse, indicando un forte gradiente da nord a sud.

La correlazione fra la storia dei cani e la diffusione dell’agricoltura
Il viaggio dei cani è avvenutotra 7.000 e 5.000 anni fa, parallelamente alladiffusione della coltivazione del maisda parte delle prime comunità umane, strettamente legato quindi all’ascesa dell’agricoltura. Questa correlazione temporale è cruciale: suggerisce che i cani raggiunsero il Centro e il Sud Americamolto tempo dopo che gli esseri umani vi si erano già stabiliti. L’agricoltura creò una nicchia per i cani: i cacciatori-raccoglitori potrebbero aver avuto poco bisogno dei cani in ambienti tropicali pieni di pericoli, malattie e predatori. Ma man mano che le società si insediavano e iniziavano a coltivare il mais, i cani probabilmente trovaronouna nicchia come spazzini, protettori e forse compagni. Le prove archeologiche supportano un modello in cui i cani sono entrati in Sud America durante l’istituzione di stili di vita agrari, non prima.
I cani erano probabilmentepiù che semplici compagni, facevano parte della vita quotidiana nelle prime società agricole. La loro presenza rifletteva quanto la migrazione umana e l’agricoltura fossero strettamente legate agli animali che le persone portavano con sé. I cani non erano solo animali da compagnia ma hanno svoltoruoli importanti nella vita comunitaria, a livello sociale, rituale ed economico, nei viaggi e nella sopravvivenza nelle antiche società americane. Le scoperte di resti di cani vicino a tombe umane suggeriscono che erano considerati veri e proprimembri della comunità.

(Immagine di Léon-Louis Chapon (1836–1919), pubblico dominio)
La sostituzione dei lignaggi indigeni da parte delle razze europee e la persistenza del DNA antico
Dopo l’arrivo deicolonizzatori europei, molte di queste prime stirpi canine furono sostituite da razze europee. Nonostante ciò, la ricerca ha scoperto che alcuni moderniChihuahuaportano ancora raretracce di DNA dei loro antenati mesoamericani. Una rara continuità che offre un legame con l’America pre-contatto.
La Dottoressa Manin afferma che i risultati evidenziano comele prime società agricole abbiano contribuito a plasmare la diffusione dei cani, non solo nelle Americhe ma probabilmente anchealtrove nel mondo.
“Il lento ritmo di questa diffusione è insolito per gli animali domestici e suggerisce un legame stretto e unico tra esseri umani e cani nella prima vita agricola.”
Lo studio apre nuove strade di ricerca sulla relazione esistente tra cani e queste prime società agrarie.
La ricerca, basata sull’analisi del DNA mitocondriale, fornisce una nuova prospettiva sulla storia dei cani nelle Americhe. Dimostra che la loro diffusione non fu un evento rapido, ma un processo graduale, intimamente connesso allo sviluppo e alla migrazione delle società agricole. Non solo compagni, i cani erano parte integrante della vita quotidiana e della trasformazione culturale delle Americhe. Sebbene molte delle loro antiche stirpi siano state soppiantate dall’arrivo delle razze europee, la persistenza di DNA ancestrale in razze moderne come il Chihuahua testimonia la profonda e duratura eredità di questi primi esploratori canini.
Lo studioAncient dog mitogenomes support the dual dispersal of dogs and agriculture into South Americaè stato pubblicato su Proceedings of the Royal Society B Biological Sciences.






