Era il febbraio del 1985 quando la rivista “Rivista di libri”, specializzata nella recensione dei libri e nelle novità dal mondo dell’editoria, decise di pubblicare una lettera scritta da una ragazza che abitava a Tokio e che, inaspettatamente, attirò molte più attenzioni del preventivato.
La ragazza, Mariko Aoki, volle condividere con il pubblico della rivistaun suo problema:quando si recava nelle librerie, le capitava di sentire ogni volta l’inequivocabile bisogno di andare di corpo. La redazione, ricevuta la lettera, pensò di pubblicare la lettera classificandola come una semplice curiosità, senza immaginare l’eco che avrebbe avuto sui lettori.
Il fenomeno Mariko Aoki
Invece, i lettori di “Rivista di libri” rimasero molto impressionati dalla lettera della giovane ragazza che abitava a Suginami, un quartiere diTokio, e iniziarono a scrivere a loro volta di esperienze riconducibili a quanto descritto da Mariko Aoki.
In breve, nacque quello che venne definito “fenomeno Mariko Aoki”, per indicare appunto ilbisogno di andare in bagno appena si entra in una libreria.Mariko Aoki non si sentì offesa che il suo nome fosse associato a questa sensazione, forse per via della mentalità giapponese.
In Giappone, infatti, queste tematiche vengono affrontate apertamente e ci sono moltimeno tabùa parlarne pubblicamente. Per questi motivi, in Occidente il fenomeno Mariko Aoki è rimasto sconosciuto fino all’avvento di internet e ancora oggi non è particolarmente noto.
Possibili cause e spiegazioni
I numeri, però, espongono una diffusione del fenomeno Mariko Aoki ben differente dalla sua notorietà: secondo alcuni sondaggi, sarebbe diffuso nei giovani e nelle giovani dai 20 ai 30 anni d’età, e l’incidenza sarebbe di una persona ogni quindici.
In questi 40 anni, sono state avanzate diverse ipotesi sulle cause del fenomeno: alcuni avrebbero ipotizzato che la colpa sia da addebitare a dellepiccole sostanze volatili delle colle e degli inchiostri nuoviche, una volta inalate, avrebbero un potere lassativo.
Per altri, considerato che molti leggono quando sono in bagno, non appena si entra nelle librerie verrebbe attivato unriflessoche stimola la necessità di andare in bagno. Altri ancora hanno ipotizzato che, in libreria, ci si rilassa e si trascorre molto tempo, condizioni favorevoli per soddisfare il bisogno corporale.
Nessuna di queste ipotesi è stata dimostrata e, quindi, dopo 40 anni dalla nascita del fenomeno Mariko Aokiè ancora da definire quale sia la vera causache, secondo altri, infine, è associata alla “negazione della felicità”, quella situazione nella quale, pur essendo consapevoli di aver trovato qualcosa che ci fa star bene, il nostro corpo oppone una forma di resistenza.
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