Pane di 5000 anni fa: la ricetta ricreata in Turchia. Ed è un successo

Il sito archeologico di Kulluoba

La recente scoperta di un pane carbonizzato risalente a 5.000 anni fa nel sito archeologico di Kulluoba Hoyuk, vicino a Eskisehir, in Turchia, ha suscitato notevole interesse. Considerato il più antico pane cotto mai rinvenuto durante uno scavo, ha fornito preziosi spunti sulla vita e le pratiche rituali dell’Età del Bronzo antica. Ha inoltre ispirato una ricreazione moderna che ha incontrato un enorme successo popolare. L’analisi del pane antico ha rivelato ingredienti che mettono in evidenza antiche tecniche agricole e l’uso di colture resistenti alla siccità, portando a discussioni sulla sostenibilità agricola moderna.

La scoperta della forma di pane antico e il suo significato archeologico

Un pezzo di pane carbonizzato, datato al 3300 a.C. (periodo antico dell’Età del Bronzo), è stato scoperto nel settembre del 2024 durante scavi nel sito di Kulluoba Hoyuk a Eskisehir, Turchia. Il pane era sepolto sotto la soglia di una casa di nuova costruzione e ha conservato gran parte della sua forma, rotondo e piatto come un pancake, con un diametro di circa 12 centimetri.

Gli archeologi sottolineano la rarità del ritrovamento: “Il pane è un ritrovamento raro durante uno scavo. Di solito si trovano solo briciole”. La sua conservazione è dovuta al fatto che era stato deliberatamente bruciato e sepolto. La sua collocazione sotto la soglia di una nuova casa suggerisce infatti un possibile rituale, forse legato all’abbondanza. Il pane è esposto al Museo Archeologico di Eskisehir dal 28 marzo 2025.

Pane antico, la forma originale di 5000 anni fa
Il pane antico di Kulluoba esposto presso il museo archeologico di Eskisehir.

La composizione del pane antico, la ricreazione della ricetta e il successo popolare

L’analisi ha rivelato che il pane era fatto con farina di farro emmer macinata grossolanamente. Noto anche come farro dicocco o farro medio, è a tutti gli effetti un grano antico ma anche la varietà moderna a tutt’oggi più coltivata in Italia. Il pane conteneva inoltre semi di lenticchie, mentre una foglia di una pianta ancora da determinare è stata utilizzata come agente lievitante naturale.

L’idea di ricreare il pane antico è nata dalla sindaca di Eskisehir, Ayşe Ünlüce, in collaborazione con il direttore degli scavi, Murat Turkteki. La panetteria locale Halk Ekmek (che significa Pane del Popolo, sorta di panetterie pubbliche sostenute dalle amministrazioni locali per la vendita di pane a basso costo), ha utilizzato una varietà di grano strettamente correlata all’emmer antico insieme a bulgur e lenticchie per approssimare la ricetta originale.

La ricreazione, chiamata pane Kulluoba, è prodotta quotidianamente dalla panetteria. Ha riscosso un grande successo: il primo lotto è andato esaurito in poche ore e la panetteria vende circa 300 pagnotte al giorno. Il pane è venduto a basso costo (50 lire turche, circa 1,10 euro) grazie a sussidi comunali. I clienti sono ansiosi di provare il sapore di questo pane antico. La responsabile della panetteria, Serap Guler, descrive il pane ricreato come: “La combinazione di farina di grano ancestrale, lenticchie e bulgur si traduce in un pane ricco, saziante, a basso contenuto di glutine, senza conservanti”.

Implicazioni agricole e sostenibilità del pane antico

Un aspetto notevole del pane antico è l’uso di colture resistenti alla siccità (farro emmer/kavilca e lenticchie). Questo ha attirato l’attenzione in un momento in cui la provincia di Eskisehir soffre di siccità, mentre si coltivano colture che richiedono molta acqua come mais e girasoli. La sindaca Ayşe Ünlüce vede in questo una lezione dal passato: “I nostri antenati ci stanno impartendo un insegnamento. Come loro, dovremmo muoverci verso colture meno bisognose di acqua”.

C’è un desiderio di rivitalizzare la coltivazione del grano Kavilca nella regione, in quanto resistente alla siccità e alle malattie. La coltivazione di grano antico è vista come un passo simbolico verso politiche agricole più sostenibili di fronte alla crisi climatica. La sindaca sottolinea il dovere di “proteggere questo patrimonio e tramandarlo”.

La scoperta e la ricreazione del pane di Kulluoba rappresentano un notevole ponte tra il passato archeologico e le preoccupazioni attuali. Non solo offrono un’immersione tangibile nelle pratiche alimentari e rituali di 5.000 anni fa, ma sottolineano anche la saggezza agricola degli antichi nell’uso di colture resistenti. Il successo commerciale del pane ricreato evidenzia l’interesse del pubblico per la storia e il potenziale delle varietà di grano antiche, fornendo un impulso concreto al dibattito sulla sostenibilità agricola e l’adattamento al cambiamento climatico in Turchia.

Guarda anche:

Ti Potrebbe Interessare