Il mistero della scomparsa di Agatha Christie – Parte 2

Il mistero della scomparsa di Agatha Christie fu su tutti i più importanti giornali dell'epoca

Il mistero della scomparsa di Agatha Christie prese avvio la sera di venerdì 3 dicembre. La mattina di quel giorno, stando a quanto riferito dalla segretaria della scrittrice, i signori Christie discussero molto animatamente. Oggetto della discussione fu la decisione di Archie di trascorrere il fine settimana con Teresa, detta Nancy, Neele.

Agatha Christie e sua figlia Rosalind che all’epoca aveva 7 anni

La notizia sui giornali

Il 6 dicembre, la notizia della scomparsa di Agatha Christie fu su molti giornali compresa la prima pagina del New York Times. Il giornale riferì che la sua auto era stata trovata due giorni prima, lasciata abbandonata vicino a Guildford. Le circostanze della scomparsa della Christie erano comunque sospette e la scena del ritrovamento dell’auto sembrava uscita da un film. La polizia aveva davvero pochi indizi su cui lavorare.

Le prime ipotesi

Alcune fonti sostenevano che non ci fossero elementi che potessero suggerire un eventuale incidente. Altre, invece, affermavano che l’auto era stata trovata su un pendio e che solo la presenza di una fitta siepe e arbusti avevano evitato che precipitasse sul fondo della cava. Lì vicino c’era la “Silent Pool”, una sorgente naturale, presumibilmente senza fondo, che si credeva fosse maledetta e “abitata” dai fantasmi di due bambini che erano annegati lì. Questo fatto diede origine alle ipotesi che anche la scrittrice fosse annegata, ma non c’era traccia di un corpo e, nulla, suggeriva un suicidio come soluzione scelta dalla Christie.

Si sospetta anche del marito!

Iniziarono a circolare le voci che il marito l’avesse uccisa. Viene resa nota la notizia che il colonello Christie stesse frequentando un’altra donna. Ci furono anche illazioni che l’intera situazione non fosse altro che una grandiosa trovata pubblicitaria. Archie, però, comunicò alla stampa che sua moglie soffriva di un esaurimento nervoso. Da fonti vicine alla famiglia invece, la polizia apprese che la vita familiare di Agatha era davvero felice. Insomma, nelle prime fasi delle indagini, la polizia aveva a che fare con informazioni contraddittorie!

Caccia all’uomo!

Iniziò così una grande “caccia all’uomo”, con migliaia di poliziotti, civili, cani e aerei. Era peraltro la prima volta che gli aerei venivano usati per questo scopo. Furono stampati e affissi per tutta Londra manifesti con la foto e la descrizione della scrittrice. Vennero coinvolte personalità come il Ministro degli Interni, William Joynson-Hicks, che pressava la polizia per una rapida risoluzione e anche due colleghi scrittori, Sir Arthur Conan Doyle e Dorothy L. Sayers, che tentarono di fornire assistenza alla polizia, senza successo.

E i giorni passano

Il giorno 11, una settimana dopo dal ritrovamento dell’auto, si venne a sapere che la Christie aveva lasciato tre lettere: una al marito, una a suo cognato Campbell e una alla sua segretaria Charlotte “Carlo” Fisher. Sia Archie che Campbell avevano bruciato le loro lettere. Archie si rifiutò di rivelare il contenuto della sua poiché si trattava di questioni personali che non avevano alcuna influenza sulla scomparsa di sua moglie. Campbell, dichiarò che Agatha lo informava che stava andando in una spa nello Yorkshire per “riposo e trattamento”. Carlo Fisher affermò che la sua lettera conteneva solo informazioni sugli appuntamenti della scrittrice e negò che ci fosse alcuna menzione di lasciare Sunningdale. Il 12 dicembre, quindi, erano tre le teorie principali sulla scomparsa della scrittrice.

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