Capita spesso che all’espressione “letteratura per ragazzi” il primo pensiero vada ai grandi classici di Carlo Collodi o alle avventure della piccola Alice, romanzi che hanno forgiato l’infanzia di generazioni di bambini.
Accanto a queste colonne, ci sono testi che non avranno scritto la storia della letteratura per ragazzi, ma hanno raggiunto ugualmente il nobile intento di avvicinare alla lettura i più piccoli. Pensiamo, ad esempio, alla fortunatissima serie “Piccoli Brividi” che negli anni Novanta appassionò migliaia e migliaia di giovani lettori.
In quegli anni, molti ragazzini che frequentavano le scuole medie si scoprirono appassionati lettori di piccoli libri del genere horror: si trattava di testi dallo stile narrativo semplice, evocativo e a tratti anche ripetitivo, ma dal livello adegu
L’intuizione di R.L. Stine
R.L. Stine, l’autore della fortunata serie, aveva alle spalle esperienze di collaborazione con case editrici scolastiche ed educative e, quindi, sapeva molto bene quanto fosse importante esprimersi in modo da farsi capire anche dai più giovani.
R.L. Stine ha scritto più di 300 testi horror e, oggi, è il secondo autore horror più letto al mondo, dietro solo a Stephen King. In Italia, “Piccoli Brividi” conquistò larghe fasce di ragazzini negli anni Novanta, complici anche le illustrazioni di Jacobus e la cornice in colore fluorescente che catturava l’attenzione.
Dagli anni Novanta a oggi, si stima che la Mondadori abbia venduto in Italia circa 9 milioni di volumi della saga di “Piccoli Brividi”. Con questo risultato di vendite, “Piccoli Brividi” è la seconda saga più venduta, alle spalle di Harry Potter.
Il grande successo della serie
Il successo in Italia della saga di R.L. Stine fu quasi spontaneo: non ci furono grandi campagne promozionali, ma fu il passaparola dei ragazzi a rendere la serie così popolare e amata dai lettori.
Oltre alla carta, “Piccoli Brividi” conquistò anche il cinema: nel 2015 è uscito un film a tema e il ruolo di R.L. Stine fu interpretato da Jack Black.
I ragazzini degli anni Novanta sono oggi adulti e per molti di loro la passione della lettura è cominciata proprio con uno di questi libri che, impaurendoli quel poco che bastava per farli incuriosire, hanno divorato decine di libri.
Un piccolo grande prodigio nella letteratura per ragazzi che sicuramente porta a riflettere su come questa saga sia riuscita a entrare nel cuore di milioni di lettori. Numeri che, come abbiamo letto, fanno venire la pelle d’oca. Non sarà dunque un caso che il titolo originale della serie era Goosebumps, ovvero pelle d’oca?
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