I Podcast seppelliranno i libri?

Gutenberg e la sua invenzione della stampa a caratteri mobili ha rivoluzionato la storia. Non ci sono dubbi che il corso degli eventi sarebbe stato ben diverso (e chissà come sarebbe stato) senza questa straordinaria macchina.

Da quel momento in poi, tutto il sapere e il potere è transitato per secoli dalla carta stampata, subentrando al monopolio che fu dell’oralità prima e della scrittura amanuense dopo. Da allora, il dominio della stampa, anche in letteratura, è stato indiscusso.

Ma siamo sicuri che potrà essere sempre così? Non è una domanda retorica, ma un’ipotesi che si sta facendo spazio da più parti dopo il successo strepitoso che, a partire dal lockdown, i podcast hanno collezionato.

Podcast, che pregi!

File audio sempre a disposizione, in auto, in metropolitana, mentre si corre o seduti su una panchina a farsi accarezzare dal sole, i podcast sono ovunque e in qualunque momento. Ma non solo: fra gli altri vantaggi, i podcast si coniugano con i nostri tempi moderni.

Sono, infatti, facilmente ascoltabili anche mentre si fa altro: alla guida o durante l’esercizio fisico, il podcast è lo strumento che permette di assolvere alla richiesta di multitasking che la società contemporanea impone.

Inoltre, nei tempi pandemici più bui, quelli del lockdown e della zona rossa, hanno fatto entrare nelle case degli italiani voci amiche, conosciute, sopperendo per molte ore alla necessità di un contatto umano troppo distante.

La tradizione orale

Il podcast ci sembra un’invenzione così nuova, eppure, se ben ci pensiamo, non è altro che l’evoluzione dei racconti orali che da sempre animano le serate davanti al fuoco o fanno compagnia ai viandanti durante la marcia. 

Già, perché la voglia di ascoltare storie e di viaggiare con la mente, facendosi reciprocamente compagnia, pubblico e cantore, è un desiderio che risale alla notte dei tempi: dagli albori dell’umanità, tutte le civiltà hanno coltivato la tradizione orale di cui Omero rappresenta il più celebre cantore di sempre.

Le sue storie, di miti e di guerre, sono state tramandate di bocca in bocca, così come, anche in età medievale, erano i racconti orali a scaldare gli animi di quanti, dopo cena, si riunivano attorno a un falò. 

Oggi, questa tradizione vocale è tornata di moda, sia pur sotto altre forme; se sarà destinata a soppiantare i libri scritti non possiamo dirlo. Nel caso, assisteremo al trionfo dell’oralità sulla carta stampata che avrà vissuto una gloriosa e importante parentesi nella storia della letteratura.

LEGGI ANCHE:

Le sirene, personaggi ambivalenti nella letteratura

Aldo Manuzio, l’editore visionario che ha rivoluzionato la tipografia 

L’amicizia fra Vittoria Colonna e Michelangelo raccontata da Valerio Massimo Manfredi 

Il mito di Orfeo: non solo amore, morte e dolore 

Condividi

Rispondi