Wellness: il mercato della salute proiettato verso i 9 trilioni di dollari

Il settore globale del wellness non è più un fenomeno di tendenza, ma una forza economica strutturale. Secondo i dati più recenti, il mercato della salute e del benessere ha già superato i 6,8 trilioni di dollari e corre verso quota 9 trilioni entro il 2028, crescendo più velocemente del PIL mondiale. In questo scenario, anche l’Italia mostra segnali chiari di cambiamento: consumatori più consapevoli, attenzione crescente alla salute intestinale e una progressiva distanza dai cibi ultra-processati. A fotografare questa trasformazione è un nuovo report analizzato dall’Osservatorio VEGANOK.


Comunicato stampa

Wellness: il mercato della salute proiettato verso i 9 trilioni di dollari
Un nuovo report evidenzia come il settore del benessere cresca più del PIL mondiale, con la tendenza di abbandonare i cibi ultra-processati

Roma, 20 gennaio 2026 — Il mercato globale del wellness ha raggiunto i 6,8 trilioni di dollari e si proietta verso i 9 trilioni entro il 2028, con un tasso di crescita del 7,3%, che supera abbondantemente quello dell’economia globale. In Italia il 64% dei consumatori è proattivo nella cura di sé, ma chiede più trasparenza e meno cibi ultra-processati. Non è più un trend di nicchia, ma una trasformazione macroeconomica senza precedenti.

L’Osservatorio VEGANOK, analizzando lo studio strategico Global State of Health & Wellness 2025 di NielsenIQ, delinea i nuovi pilastri del consumo in Italia e in Europa Occidentale, dove la salute intestinale e le proteine vegetali sono diventate i veri motori del cambiamento.

Dallo studio emerge un dato significativo per il nostro Paese: il 64% degli italiani si definisce proattivo nel migliorare il proprio benessere. Tuttavia, mentre a livello globale il 40% dei consumatori pianifica di aumentare l’acquisto di proteine vegetali nel 2025, l’Europa Occidentale mostra un approccio più conservativo.

«Questo divario non è un ritardo, ma uno spazio bianco di opportunità straordinaria per le aziende italiane», commenta Laura Serpilli, Direttrice dell’Osservatorio VEGANOK. «Il consumatore italiano è sofisticato e diffidente: il 47% rifiuta i cibi ultra-processati. C’è una domanda latente di prodotti vegetali che siano al contempo naturali, etici e scientificamente validati».

Il panorama dei consumi per il 2026 sarà plasmato da una nuova consapevolezza che intreccia biologia, etica e tecnologia. Al centro di questa evoluzione si colloca l’attenzione per la salute intestinale, con il 53% degli acquirenti orientato verso le fibre e il 39% verso i probiotici. Parallelamente cresce l’interesse per l’uso di intelligenza artificiale e dispositivi wearable, visti con favore dal 64% dei consumatori per ottenere consigli personalizzati.

Nonostante la disponibilità a investire oltre 100 euro al mese nel benessere, il prezzo resta la principale barriera per il 54% degli intervistati, insieme alla mancanza di fiducia, indicata dal 25%.

«Per conquistare il mercato nel 2026, le aziende non devono solo produrre vegan, ma dimostrare efficacia e credibilità scientifica», afferma Sauro Martella, co-fondatore di VEGANOK. «La trasparenza totale è l’unica moneta in grado di abbattere la barriera della diffidenza».


Informazioni su VEGANOK

VEGANOK è il primo marchio di garanzia etica per prodotti vegan nato in Italia. Con oltre vent’anni di esperienza, rappresenta uno standard di riferimento per la verifica della trasparenza e dell’etica nella filiera plant-based, supportando le aziende in un mercato globale sempre più orientato al wellness consapevole.

Nota di trasparenza

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato da comunicatistampa.net.
Fonte: comunicatistampa.net

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