Arte tra Italia e Slovenia: il confine diventa esperienza condivisa

Tra Italia e Slovenia il confine smette di essere una linea che divide e diventa un luogo da attraversare insieme. È questo il cuore di “In Ascolto. Tracce lungo il margine”, progetto artistico partecipativo ideato da QuiAltrove Associazione ETS con l’artista Matteo Attruia. Sviluppato tra il 2025 e il 2026 in diverse città del Friuli Venezia Giulia, il progetto esplora il confine come esperienza emotiva, storica e collettiva, coinvolgendo comunità diverse in un percorso fondato sull’ascolto e sulla relazione. Un lavoro che trasforma il margine in spazio condiviso e il limite in possibilità di incontro.


Comunicato stampa

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato da comunicatistampa.net.
Fonte: comunicatistampa.net

Arte: tra Italia e Slovenia il confine diventa esperienza condivisa
Il confine come spazio di relazione, ascolto e partecipazione collettiva nel nuovo progetto “In Ascolto. Tracce lungo il margine” di QuiAltrove ETS con Matteo Attruia

Gorizia, 20 gennaio 2026 – Da giugno 2025 a febbraio 2026, tra Gorizia, Monfalcone, Palmanova, San Vito al Tagliamento e Trieste, ha preso forma “In Ascolto. Tracce lungo il margine”, un progetto artistico partecipativo ideato da QuiAltrove Associazione ETS, sviluppato con l’artista Matteo Attruia. Il progetto indaga il tema del confine come esperienza storica, emotiva e collettiva nel contesto transfrontaliero tra Italia e Slovenia.

[Il comunicato prosegue integralmente come da testo ricevuto.]


Il confine come stato, non come linea

Nel progetto In Ascolto il confine non è una frontiera geografica, ma una condizione umana. È qualcosa che si sente, non solo qualcosa che si attraversa. Attraverso incontri con giovani, donne migranti, anziani, rifugiati e persone in condizioni di fragilità, l’opera prende forma come processo condiviso: parole, segni e gesti diventano materia artistica viva.

Attruia non “rappresenta” il confine: lo abita insieme agli altri. L’artista diventa così un tramite, un ascoltatore, un catalizzatore di storie che normalmente restano ai margini.

Dallo spazio urbano alla mostra-installazione

Il progetto si sviluppa in tre fasi — ascolto, rielaborazione e restituzione — e culmina nella mostra-installazione STATO DI CONFINE, inaugurata il 21 febbraio 2026 presso The Circle Gorizia. Qui il pubblico non osserva soltanto, ma attraversa le tracce lasciate dai partecipanti, entrando fisicamente e simbolicamente nello “stato di confine”.

Il gioco linguistico che trasforma il “confine di Stato” in “stato di confine” restituisce il limite come esperienza esistenziale: qualcosa che non chiude, ma apre.

Nota di trasparenza

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato da comunicatistampa.net.
Fonte: comunicatistampa.net

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