In Umbria, lontano dai circuiti ufficiali e dal rumore del sistema dell’arte, nasce una nuova corrente artistica: il Matericismo. A fondarla è Francesco Scarinci, artista eremita che ha scelto il silenzio, la materia e il tempo come unici interlocutori del proprio lavoro. Tra pittura, scrittura e ritiro volontario, Scarinci sviluppa una ricerca radicale che rifiuta l’estetica dell’apparenza e riporta il gesto creativo a una dimensione primaria e fisica. Il Matericismo non propone uno stile, ma un’esperienza: un confronto diretto con ciò che resta quando tutto il superfluo viene eliminato.
Comunicato stampa
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato.
Arte: nasce il Matericismo, l’ha creato un artista eremita che lavora in una grotta
Un artista eremita che vive in Umbria ha creato il movimento artistico del Matericismo: un confronto diretto con la materia, il silenzio e il tempo.
Perugia, 16 gennaio 2026 – In Umbria c’è un uomo che ha scelto di sottrarsi al rumore per tornare ad abbracciare la realtà. Si chiama Francesco Scarinci ed è il fondatore del Matericismo, un movimento artistico che nasce dal confronto diretto con la materia, il silenzio e il tempo.
Parte del suo lavoro si svolge in una grotta reale, nei pressi di Costacciaro, in provincia di Perugia.
Non un luogo simbolico, ma uno spazio concreto di ritiro, scrittura e pittura, dove il processo creativo avviene in un contatto fisico e continuo con gli elementi della natura.
Scarinci ha scelto il silenzio come via.
Il suo lavoro nasce fuori dal ritmo imposto, fuori dalla necessità di apparire e dalla produzione continua.
Negli anni l’artista eremita ha progressivamente eliminato l’esposizione permanente per tornare all’origine del gesto artistico, là dove la materia non è superficie ma presenza viva.
Le sue opere non decorano: custodiscono.
Non chiedono di essere guardate, ma attraversate.
Il Matericismo non cerca l’effetto né l’estetica consolatoria, ma è un’arte che si regge sul peso, sulla crepa e sul tempo che incide.
Da questo percorso sono nate opere materiche e una serie di libri già pubblicati su Amazon e librerie digitali, tra cui Il dolore della materia, Il potere della materia e L’origine della materia.
I libri non accompagnano le opere, ma ne condividono il peso. Sono testi essenziali, nati dallo stesso gesto che genera le forme.
Il Matericismo non si espone, ma si incontra.
È destinato a chi sente il bisogno di un confronto autentico con ciò che resta quando il rumore si spegne.
Una scelta eremitica che rifiuta la velocità del presente e riporta il fare artistico a un rapporto essenziale con la materia e con il tempo.
Perché il Matericismo non invita a guardare, ma invita a restare.
Per saperne di più su questa nuova corrente artistica si può visitare il sito www.matericismo.com.
Un’arte che rifiuta la scena
Il Matericismo si colloca fuori dalle logiche espositive tradizionali. Non nasce per essere consumato visivamente, ma per essere esperito. In questo senso, la grotta di Costacciaro non è un’ambientazione suggestiva, ma una scelta coerente: uno spazio in cui la materia impone i suoi ritmi e l’artista rinuncia al controllo totale, accettando l’intervento del tempo, dell’umidità, della gravità.
Materia come memoria
Nel lavoro di Scarinci la materia diventa archivio. Ogni crepa, ogni stratificazione, ogni imperfezione è una traccia. Non c’è narrazione lineare, ma sedimentazione. Il gesto artistico non produce oggetti, ma presenze che resistono alla semplificazione e chiedono tempo, attenzione, silenzio.
Nota di trasparenza (versione corretta)
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato da comunicatistampa.net.
Fonte: comunicatistampa.net

