L’ “Ulisse”, il capolavoro di James Joyce, narra le vicissitudini che, nell’arco di una giornata, vivono i protagonisti, Leopold e Molly Bloom, moderni Ulisse e Penelope. La loro avventura è un’odissea come altrettanto complicata fu la pubblicazione del romanzo stesso.
Joyce iniziò a mettere mano al suo romanzo più famoso durante la Prima Guerra Mondiale, ma la pubblicazione risale a qualche anno dopo. Fra il 1918 e il 1920, l’”Ulisse” venne pubblicato a puntate su una rivista di scrittura sperimentale, “The Little Review”.
Le accuse di oscenità
La pubblicazione del romanzo non portò subito la popolarità e il successo di vendite. Anzi, gli inizi dell’”Ulisse” nel mondo editoriale furono piuttosto complicati a causa delle accuse di oscenità.
Infatti, alcuni passaggi del romanzo vennero interpretati come osceni e pornografici, comportando l’immediata messa al bando negli States del libro.
Un’accusa pesantissima che ebbe anche un impatto economico importante sulla casa editrice che aveva deciso di dare alle stampe l’”Ulisse”. Il testo rimase all’indice fino al 1933, quando finalmente un tribunale stabilì che le accuse erano infondate.
La questione statunitense ebbe ripercussioni anche in Europa: nel Regno Unito, il romanzo era in pubblicazione a puntate sulla rivista “Egoist”, che in seguito alla censura negli Stati Uniti per pornografia sospese la pubblicazione.
La prima edizione
A Londra, intanto, Joyce chiese a Leonard e Virginia Woolf di dare alle stampe il romanzo, ma dovette incassare il loro rifiuto. Solo a Parigi, Sylvia Beach, la fondatrice della libreria Shakespeare & Company, si prese il rischio: pubblicò mille copie, di cui cento autografate dall’autore.
In Inghilterra, nel frattempo, il testo era stato bandito: come negli Stati Uniti, anche nel Regno Unito il governo si espresse contro il libro di Joyce che venne messo all’indice fino al 1936, anno in cui, finalmente, venne pubblicata la prima edizione inglese a cura della Bodley Hand.
In Irlanda, il paese natale di Joyce, il libro non attirò le attenzioni della censura perché, semplicemente, non arrivò a diffondersi nel Paese. Le prime copie dell’Ulisse circolarono in Irlanda solo negli anni Sessanta.
Anche nel nostro Paese, il libro di James Joyce arrivò negli anni Sessanta: la prima edizione italiana è stata edita dalla Mondadori proprio nel 1960.
Insomma, il libro di James Joyce visse una vera e propria odissea prima di arrivare sugli scaffali delle librerie e fra le mani dei lettori. Una volta che l’impresa riuscì, l’effetto è stato dirompente: oggi il capolavoro di James Joyce è considerato uno dei romanzi più importanti della letteratura del Novecento e il libro che ha determinato la nascita del romanzo moderno.
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