Civiltà minoica: non fu il fuoco a distruggerla, ma un cambiamento di cultura (II parte)

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Civiltà minoica: il crollo della teoria del vulcano

La teoria che il vulcano Thera avesse distrutto la civiltà minoica è stata “lasciata a riposo” per molti anni.

Sì, c’era stata un’eruzione nel XVIesimo secolo avanti Cristo ed era stata immensa, tanto da rivaleggiare, in tempi odierni, soltanto con l’eruzione del Krakatoa.

L’Isola di Santorini venne evacuata e, in seguito, sepolta sotto metri di pomice. Le coste di Creta sarebbero state colpite da un violento tsunami, che avrebbe distrutto anche il porto di Cnosso.

Sebbene gran parte della cenere caduta sia esplosa in altre direzioni, l’eruzione apparentemente avrebbe già innescato il declino dell’isola, visto che la parte orientale, la più colpita tra tutte, diventò piuttosto spopolata.

Tuttavia, come sottolineato dagli archeologi, l’eruzione di Thera non portò alla distruzione della civiltà minoica, né terremoti e tsunami tali da danneggiare gravemente il sistema dei palazzi, perché il palazzo di Cnosso, che era uno dei più importanti, si trovava a 100 metri sul livello del mare.

Gli archeologi hanno anche trovato le prove di una diffusa distruzione negli insediamenti dell’antica Creta, che è avvenuta una o due generazioni dopo l’eruzione del vulcano Thera.

Le cause della devastazione, peraltro, devono essere ancora scoperte.

In assenza di indicatori specifici, la causa potrebbe essere stata un terremoto, la carestia, gli attacchi provenienti dai centri continentali dell’antica Grecia, come Micene, o una combinazione degli stessi.

È anche teoricamente possibile che Cnosso, non essendo stata particolarmente colpita dall’eruzione, abbia provato a flettere i muscoli e abbia provato ad attaccare altri centri situati nella sua città natale, come Creta.

Oppure, e questo è un’altra ipotesi, potrebbero esserci stati disordini locali, come ad esempio le lotte di classe, dove la gente di campagna si è ribellata all’élite.

Ciò che si può dire è che, alcuni decenni dopo la distruzione di Creta, intorno al 1450 avanti Cristo, a Cnosso apparvero nuove usanze funerarie e l’amministrazione adottò anche un nuovo linguaggio e un nuovo sistema di scrittura.

Dillo in lineare B

E proprio il cambiamento del sistema di scrittura sarebbe il principale responsabile della caduta di Cnosso e, di conseguenza, della civiltà minoica.

La prima scrittura a Creta risale alla prima Età del Bronzo ed era geroglifica. Ad essa seguì un sistema di scrittura sillabica chiamata lineare A, uno dei più antichi conosciuti al mondo, che non è stato ancora decifrato.

Ma a partire dal 1450 avanti Cristo, proprio durante il periodo degli strati della distruzione di Creta, le tavolette, rinvenute dagli archeologi a Cnosso, cominciarono ad essere scritte in lineare B, che era il sistema di scrittura greco e miceneo dell’epoca.

Forse l’apparato amministrativo minoico di Cnosso fu rilevato dai greci provenienti dalla terraferma; oppure Cnosso passò sotto il pieno controllo dei centri della Grecia continentale, forse persino di Micene.

Un altro cambiamento, avvenuto dopo il 1450 avanti Cristo, è che la pratica degli scalpellini di lasciare segni sul proprio lavoro scomparve da Cnosso (questa pratica era comune in tutta la regione, non un’invenzione locale).

La linea di fondo è che, nel XIVesimo secolo avanti Cristo, pare che i Micenei avessero invaso gli interessi minoici nel Mediterraneo orientale. La cultura materiale micenea divenne onnipresente nel sud del mar Egeo, dove un tempo l’influenza minoica era stata molto forte.

La scomparsa della civiltà minoica fu piuttosto un rovesciamento di destini. Nei secoli precedenti l’eruzione, e la cultura cretese, avevano esercitato una notevole influenza sulla terraferma greca.

Tuttavia, anche se l’esplosione non ha influenzato troppo direttamente Cnosso, ha indebolito le civiltà cretesi, aprendo quindi la porta alle influenze micenee, che possiamo trovare riflesse nei cambiamenti dell’amministrazione e delle pratiche di sepoltura.

Insieme all’amministrazione, probabilmente cadde anche l’autorità religiosa, e questo spiegherebbe la manifestazione di rivolte locali e i roghi degli edifici amministrativi ed elitari.

L’eruzione in sé non ha spezzato la colonna vertebrale alla civiltà minoica, ma potrebbe aver danneggiato la sua economia, quindi Micene – la centrale elettrica della Grecia continentale – ne avrebbe approfittato per cogliere l’occasione al volo e dare il colpo di grazia “culturale” ai minoici.

Questa teoria è supportata dal fatto che l’eruzione ha distrutto il porto di Thera, che era collegato con quelli di Cnosso e di Creta, dando così ai Micenei l’opportunità di sviluppare i propri centri commerciali, come l’altro sito più grande delle Cicladi, vale a dire Phylakopi, su Milo.

E non ci sono dubbi che Phylakopi abbia contribuito a promuovere la lingua e la scrittura micenea greca, ovvero la lineare B, come lingua franca dell’economia egea dopo l’eruzione.

Di Francesca Orelli

Author: La Redazione

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