Caro carburanti in Capitanata: l’appello di Masselli per un intervento nazionale
Ilcaro carburanti in Capitanatae le difficoltà nei trasporti preoccupano le imprese del comparto lapideo di Apricena. Il 14 ottobre, nella sede del Gruppo Stilmarmo, rappresentanti aziendali e organizzazioni sindacali si sono incontrati per discutere delle conseguenze sulla produzione, sulle consegne e sull’occupazione. Alfonso Masselli, responsabile delle relazioni esterne del gruppo, chiede maggiore attenzione da parte delle istituzioni e dell’informazione nazionale. Al centro del confronto, la richiesta di un coordinamento che coinvolga prefettura, Regione e Governo, per garantire gli approvvigionamenti e affrontare le criticità segnalate dalle aziende del territorio.Be original
Di seguito il comunicato integrale.
«Sono sconcertato dal silenzio del servizio pubblico e dei media nazionali. Cos’altro aspettano per muoversi?»: il responsabile delle relazioni esterne del Gruppo Stilmarmo lancia un duro appello sull’agitazione di autotrasportatori e agricoltori in Capitanata
Apricena (FG), 15 ottobre 2026 – «Stiamo vivendo una situazione di caos e di emergenza, addirittura superiore a quella dei tempi del Covid. Allora tutto era gestito dalla politica nazionale, a differenza di oggi». È un allarme forte quello lanciato daAlfonso Masselli, responsabile delle relazioni esterne del Gruppo Stilmarmo, che interviene sulle conseguenze delle legittimeagitazioni degli autotrasportatori e degli agricoltori in Capitanata, a causa del “caro carburante”, denunciando una situazione che rischia di mettere in seria difficoltà le attività produttive e la vita quotidiana dei cittadini.
Incontro tra imprenditori del settore lapideo e sindacati
Le preoccupazioni sono state al centro dell’incontro svoltosi nel pomeriggio di mercoledì 14 ottobrepresso la sede legale del Gruppo Stilmarmo, ad Apricena, dove si sono confrontati rappresentanti delleaziende del comparto lapideo e delle organizzazioni sindacaliper valutare gli effetti del blocco dei trasporti sulla filiera della pietra.
Masselli, promotore della richiesta di confronto con le sigle sindacali, descriveun quadro che considera sempre più allarmante, condifficoltà nell’approvvigionamento del carburante, merci fermee crescenti ostacoli alla continuità delle attività aziendali.
«Siamo senza gasolio e impossibilitati a far partire la merce», aveva denunciato, richiamando l’attenzione sulle conseguenze dei blocchi stradali e autostradali. Una condizione che, secondo il responsabile delle relazioni esterne di Stilmarmo, rischia di aggravarsi ulteriormente se non arriveranno risposte concrete.
«Sconcertato dal silenzio dei media nazionali»
Nel suo intervento, Masselli punta il dito soprattutto contro quella che considera unagrave sottovalutazione dell’emergenzada parte dell’informazione nazionale.
«Sonosconcertatoche i media nazionali e soprattutto ilservizio pubblico nazionale non si occupino adeguatamente delle agitazioni degli autotrasportatori e degli agricoltori in Capitanata», afferma.
Parole che accompagnano una denuncia precisa: il rischio è che le difficoltà vissute dal territorio foggiano rimangano ai margini del dibattito pubblico, nonostante le possibili ripercussioni sull’approvvigionamento delle merci, sulle imprese, sui lavoratori e sui consumatori.
A rendere ancora più urgentel’allarme, secondo Masselli, è la situazione che si starebbe verificando nei punti vendita della zona. «Gli scaffali dei supermercati sono quasi vuoti. Cos’altro aspettano per muoversi?», incalza, chiedendo maggiore attenzione da parte dei mezzi d’informazione e delle istituzioni.
Il paragone con il periodo della pandemia da Covid-19evidenzia la preoccupazione per una crisi che, a suo giudizio, non starebbe ricevendo un coordinamento politico e istituzionale adeguato alla gravità delle circostanze. Un giudizio netto, che accompagna la richiesta di interventi tempestivi per affrontare il problema del “caro carburante” e scongiurare ulteriori conseguenze.
Il comparto lapideo di Apricena già in difficoltà
L’emergenza trasporti colpisce un territorio nel quale la lavorazione della pietra naturale rappresenta uno dei principali motori economici. Apricena è, infatti, uno dei più importanti poli lapidei italiani, con unafilierache comprende estrazione, trasformazione, lavorazione e commercializzazione dei materiali destinati ai mercati nazionali e internazionali.
Per le aziende del settore, la regolarità dei collegamenti stradali e la disponibilità di carburante sono condizioni essenziali per movimentare i materiali, rispettare le consegne e garantire la continuità produttiva. I blocchi e i rallentamenti della circolazione rischiano pertanto di tradursi inritardinelle spedizioni,maggiori costie difficoltà nel mantenere gli impegni con i clienti.
Le conseguenze non riguardano soltanto il comparto lapideo: le criticità nella logistica possono coinvolgere una pluralità di attività economiche, dalla produzione alla distribuzione, fino alla disponibilità dei beni destinati ai consumatori.
Il confronto tra aziende e sindacati
All’incontro promosso a seguito dell’allarme lanciato da Masselli hanno partecipato (in foto, da sinistra) Antonio Mobilio (Canali Marmi), Alfonso Masselli (Gruppo Stilmarmo), Giovanni Pizzicoli (Pizzicoli Marmi), Severino Minischetti (Feneal UIL), Savino Tango (Fillea CGIL) e Giuseppe Villani (Filca CISL).
La riunione ha rappresentato un’occasione per fare il punto sulle ricadute della legittima protesta degli autotrasportatori e per condividere le preoccupazioni delle imprese e delle rappresentanze sindacali rispetto alla possibilità che i disagi si protraggano.
La richiesta di confronto nasce dalla necessità dimantenere aperto il dialogo tra aziende e sindacatiin una fase particolarmente delicata per il tessuto produttivo locale, cercando soluzioni condivise per tutelare sia la continuità operativa delle imprese sia la stabilità occupazionale dei lavoratori del comparto.
Il confronto non può essere gestito solo a livello locale
Dall’incontro è emerso un orientamento comune:la crisi in atto non può essere gestita esclusivamente a livello locale. Rappresentanti aziendali e sigle sindacali hanno concordato sulla necessità di avviare un’interlocuzione urgente con le istituzioni prefettizie e regionali, affinché si facciano promotrici di un tavolo dicoordinamento nazionale.
L’obiettivo immediato è garantirecorridoi sicuri per l’approvvigionamento dei beni di prima necessità e del carburante, sbloccando un’impasse che rischia di soffocare l’economia della Capitanata.
«Non possiamo permetterci di restare isolati», hanno ribadito i partecipanti a margine del tavolo. La priorità resta accendere i riflettori su una crisi che, se ignorata, potrebbe causaredanni irreversibili a uno dei motori industriali più importanti della Puglia.
Immagini a corredo:incontro tra imprenditori del settore lapideo e sindacati della Capitanata;immagine illustrativa dei blocchi, generata con intelligenza artificiale, che non documenta la protesta reale.
Nota di trasparenza:riceviamo e pubblichiamo il comunicato diffuso tramite comunicatistampa.net. Le dichiarazioni e le valutazioni riportate sono attribuite ai soggetti citati.
Fonte:comunicatistampa.net.






