The Queen’s Hat Exhibition 2026: a Milano il cappello diventa arte e identità

LaThe Queen’s Hat Exhibition 2026si conferma come uno degli appuntamenti più rilevanti dedicati alla modisteria contemporanea. Giunta alla terza edizione e ospitata a Milano presso Residenza Vignale, la manifestazione ha riunito designer internazionali, istituzioni e professionisti del settore, trasformando il cappello in un vero linguaggio artistico. Tra tradizione artigianale e innovazione, l’evento ha offerto un’esperienza immersiva fatta di esposizioni, workshop e momenti di confronto. Di seguito pubblichiamo il comunicato ricevuto in forma integrale.

COMUNICATO STAMPA

The Queen’s Hat Exhibition – III Edition
Milano. Il cappello torna protagonista tra visione, talento e identità
Milano, Residenza Vignale – 20/22 marzo 2026

Si è conclusa a Milano la terza edizione di The Queen’s Hat Exhibition, il progetto internazionale ideato e curato da Gabriella Chiarappa, che si afferma oggi come uno dei momenti più significativi dedicati all’arte della modisteria contemporanea. Giunta alla sua terza edizione, la mostra consolida la propria mission: restituire al cappello il suo valore più autentico. Non accessorio, ma espressione di identità, ricerca e linguaggio creativo. Per tre giorni, Residenza Vignale ha accolto hat designer multipremiati provenienti da diversi Paesi del mondo, dando vita a un confronto internazionale tra tradizione artigianale e visione contemporanea. Accanto alle opere degli artisti Ilariusss e della storica modisteria Gallia e Peter, le creazioni dei designer in gara — Haidee Neill, Lady Raya, Ranelle Larocque, Raquel Brant, Irina Vassilyeva, Elena Khovanskaya, Natalia Borisova — hanno costruito un racconto corale capace di attraversare culture e sensibilità diverse.

Un dialogo che ha restituito al cappello il suo ruolo più alto: quello di opera da indossare, sintesi di savoir-faire, innovazione e visione. Tra i momenti più significativi, anche l’esposizione dell’abito con cappello e veletta indossato da Patty Pravo sul red carpet del Festival di Sanremo 2026, firmato dallo stilista Simone Folco, simbolo di una rinnovata attenzione della moda verso questo accessorio. Il primo giorno ha segnato l’apertura di un confronto necessario, con una tavola rotonda che ha riunito esperti del settore — Laura Marelli, Ilaria Soncini, Pablo Ardizzone — insieme all’ideatrice, offrendo una lettura lucida del valore culturale della modisteria oggi. Un progetto che ha trovato un forte sostegno istituzionale, con la presenza della Senatrice Mariastella Gelmini, dell’Onorevole Alessandro Colucci, della Consigliera di Regione Lombardia Maira Cacucci e della Dott.ssa Eleonora Cozzi per il Comune di Milano, a testimonianza dell’importanza e della credibilità dell’iniziativa. Il percorso espositivo è stato arricchito da workshop, momenti di incontro, il format “Scatti in Cornice” e appuntamenti dedicati all’arte di indossare il cappello, offrendo un’esperienza completa e coinvolgente. Gli spazi, progettati come ambienti narrativi, hanno visto il dialogo tra le creazioni e gli arredi di Plinio il Giovane, mentre la Seven Jewels Collection di Maison Lumiéra ha aggiunto una dimensione sensoriale, accompagnando il pubblico in un viaggio olfattivo raffinato.

Prima della proclamazione dei vincitori, le creazioni sono state valutate da una giuria tecnica composta da esperti del settore della modisteria, affiancati dalla giornalista e critica di moda Daniela Fedi.

Le premiazioni hanno riconosciuto l’eccellenza e la visione dei designer:

Premio THE QUEEN’S HAT
Raquel Brant (Brasile)

Premio Hat in Motion
Irina Vassilyeva
Elena Khovanskaya (Kazakistan)

Premio Innovazione
Ranelle Larocque (Canada)

A completare il percorso, la presenza della BioDesign Foundation con il progetto “All Together Now – The Custodians Plastic Race”, iniziativa dedicata alla tutela ambientale promossa dal fondatore Roberto Guerini.

Giunta alla sua terza edizione, The Queen’s Hat Exhibition si conferma come una piattaforma internazionale capace di valorizzare la modisteria contemporanea, creando connessioni, opportunità e dialogo tra culture.
Un progetto che non si limita a esporre, ma che costruisce valore.

Press Office
Le Salon de la Mode
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NOTA DI TRASPARENZA

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato da Salon de la Mode

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