Un nuovo studio della Clinica del Debito, realizzato dall’Osservatorio sul Debito Privato in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, rivela dati allarmanti: il 50% degli italiani non conosce il funzionamento dei tassi di interesse e si indebita fino alla metà del proprio reddito mensile. Una condizione che mette a rischio la stabilità economica delle famiglie e pesa sull’intero sistema produttivo nazionale. Il report definisce questo fenomeno un’“emergenza culturale e sociale” e richiama l’urgenza di investire seriamente nell’educazione finanziaria. Di seguito il comunicato integrale.
COMUNICATO STAMPA
Studio shock: italiani indebitati per il 50% del reddito, l’analfabetismo finanziario nuova emergenza sociale
Il 50% degli italiani non sa cos’è un tasso di interesse, e si indebita per il 50% del reddito disponibile: uno studio appena pubblicato rileva il grave analfabetismo finanziario degli italiani, una scottante emergenza sociale che porta al sovra indebitamento delle famiglie, pesando sul sistema produttivo nazionale.
Milano, 26 agosto 2025
Solo il 50% degli italiani sa davvero cosa sia un tasso di interesse. Una grave ignoranza finanziaria insita nel Paese, che porta gli italiani ad indebitarsi per il 50% del reddito mensile. È il dato scioccante che emerge dal nuovo report della Clinica del Debito, basato sull’analisi condotta dall’Osservatorio sul Debito Privato in collaborazione con la Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Una fotografia che mette a nudo una vera e propria emergenza culturale e sociale: l’analfabetismo finanziario che alimenta il sovraindebitamento.
Un’Italia che firma alla cieca
Milioni di italiani sottoscrivono mutui, prestiti personali, carte di credito o finanziamenti senza comprendere realmente i meccanismi economici a cui si legano. Le conseguenze sono devastanti: oltre un milione di famiglie si trova oggi in trappola, con rate che superano in media il 50% del reddito mensile disponibile.
Il caso della famiglia tipica italiana, raccontato nel report, è emblematico: due impiegati con reddito mensile di 2.800 euro, travolti da mutui e prestiti che li hanno portati a spendere il 66% delle loro entrate in rate, senza aver compreso gli effetti dell’aumento dei tassi.
Le tre lacune mortali
L’indagine individua tre falle principali:
- Ignoranza sull’interesse composto – solo il 25% degli indebitati ne conosce i meccanismi.
- Confusione tra TAN e TAEG – il 78% non distingue i due indicatori.
- Assenza di valutazioni prospettiche – il 77% non calcola la sostenibilità delle rate in caso di imprevisti.
Un problema europeo
L’Italia, con il suo 50% di cittadini che non comprende i tassi di interesse, si colloca sotto la Germania (67%) e la Francia (58%), e appena sopra la Spagna (45%). Nel complesso, solo il 18% dei cittadini europei possiede un’elevata alfabetizzazione finanziaria.
Un’urgenza nazionale
Il dato che un italiano su due non comprenda i tassi di interesse non è un problema solo dei singoli, ma dell’intero Paese. L’analfabetismo finanziario mina la stabilità economica delle famiglie, aumenta i rischi sociali e pesa sul sistema produttivo nazionale.
Il costo umano ed economico
Secondo la ricerca, l’analfabetismo finanziario comporta:
- maggiori interessi pagati (+15-30% in media),
- penali e spese legali per migliaia di euro,
- rotture familiari nel 35% dei casi,
- stress e problemi psicologici nel 78% delle persone sovraindebitate.
La necessità dell’educazione finanziaria
“Firmare un finanziamento senza capire i tassi è come attraversare l’autostrada bendati. Non è solo un errore, è un rischio esistenziale per la serenità familiare”, dichiara Stefano Santin, fondatore della Clinica del Debito.
“Questi numeri non sono semplici statistiche: raccontano il fallimento di un sistema Paese che non ha mai investito seriamente nell’educazione finanziaria. La nostra missione non è quindi solo risolvere i debiti, ma aiutare a prevenirli, trasformando l’ignoranza in consapevolezza”.
Per approfondire: il report completo è scaricabile qui Report completo PDF
NOTA DI TRASPARENZA
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato da comunicatistampa.net.



