
La Stella di Barnard e i suoi quattro pianeti rocciosi
La Stella di Barnard, nostra vicina di casa, ospita quattro pianeti rocciosi. La scoperta è resa possibile dalla grande precisione e sensibilità dei telescopi moderni.

La Stella di Barnard, nostra vicina di casa, ospita quattro pianeti rocciosi. La scoperta è resa possibile dalla grande precisione e sensibilità dei telescopi moderni.

Grazie ai telescopi spaziali Webb e TESS gli astronomi hanno la rara opportunità di studiare due esopianeti che stanno letteralmente evaporando sotto i loro occhi.

Due pianeti simili a Nettuno sono entrati in collisione fra di loro: la conseguenza dei detriti in orbita è una periodica eclissi del loro giovane sole, a 1850 anni luce da noi.

Nel nostro sistema solare non esistono due pianeti che condividano la stessa orbita, ma questo fenomeno, previsto dai fisici, è stato ora osservato in un altro sistema stellare

Quali sono le probabilità che nel nostro sistema solare sia ospitato un pianeta vagabondo proveniente da un altro sistema stellare? E ogni quanto tempo una stella si avvicina a noi abbastanza da sconvolgere l’orbita delle comete?

Nella ricerca di pianeti extrasolari abitabili forse non dovremmo concentrarci nella ricerca di un gemello della Terra: il luogo ideale potrebbero infatti essere le più massicce super Terre, scoperte già in abbondanza

Osservare pianeti distanti mille anni luce con la stessa qualità di dettagli della Terra vista dalla Luna grazie alla lente gravitazionale: la proposta dei fisici di Stanford

Stella zombie divora un pianeta: la prima osservazione diretta del fenomeno grazie al telescopio spaziale Chandra

Rilevato per la prima volta il campo magnetico di un pianeta al di fuori del sistema solare. Fondamentali le osservazioni mirate tramite il telescopio Hubble.

Un volontario nell’ambito del progetto Backyard Worlds: Planet 9 scopre un possibile esopianeta analizzando immagini d’archivio della NASA

TOI-1634b e TOI-1685b sono due superterre in orbita intorno alle rispettive nane rosse, da cui sono stati probabilmente privati della propria atmosfera.

La collaborazione fra strumenti di osservazione della NASA e dell’ESA ha permesso di analizzare in modo incredibilmente preciso le nuvole su un pianeta distante oltre 500 anni luce da noi

Su scala galattica, Gliese 486 b è un nostro vicino di casa e presenta condizioni di osservabilità eccezionalmente favorevoli.