
La Stella di Barnard e i suoi quattro pianeti rocciosi
La Stella di Barnard, nostra vicina di casa, ospita quattro pianeti rocciosi. La scoperta è resa possibile dalla grande precisione e sensibilità dei telescopi moderni.

La Stella di Barnard, nostra vicina di casa, ospita quattro pianeti rocciosi. La scoperta è resa possibile dalla grande precisione e sensibilità dei telescopi moderni.

È il più antico cratere da impatto finora documentato sulla Terra: si trova in Australia e risale a 3,47 miliardi di anni fa.

Grazie ai telescopi spaziali Webb e TESS gli astronomi hanno la rara opportunità di studiare due esopianeti che stanno letteralmente evaporando sotto i loro occhi.

Il più antico megaraptor in assoluto e il primo esemplare di Carcarodontosauro nel continente: la scoperta rivela inattese peculiarità nell’ecosistema dell’Australia del Cretaceo.

Una quantità di dati dell’ordine dei terabyte in un cubo di cristallo di un millimetro: la meccanica quantistica applicata alle memorie convenzionali.

L’unione di studi archeologici e genetici identifica in una popolazione del Caucaso basso Volga l’origine delle lingue indo-europee, alla base di metà delle lingue parlate oggi nel mondo

Il telescopio spaziale Einstein rileva un ritardo di sette minuti fra i raggi X e gamma di un Lampo Gamma: che potrebbe indurre gli astronomi a rivedere i meccanismi di formazione di questo evento ad altissima energia

Dieci anni di lavoro e oltre mille orbite del Telescopio Spaziale Hubble: il risultato è uno straordinario mosaico che ci mostra la galassia di Andromeda come non l’avevamo mai vista prima

Una batteria al litio-zolfo stabile ed efficiente: si ricarica in 12 minuti e possiede una capacità di accumulo superiore alle batterie agli ioni di litio.

Sette nuove specie di rana portano ora il nome dei capitani di Star Trek: dietro la scelta, la speranza di tutelare l’habitat in pericolo.

Un fossile di mastodonte adulto, inclusa la mandibola completa, scoperto nel cortile di una casa a nord della città di New York.

Una tavoletta d’argilla babilonese, sorta di quaderno scolastico di 4000 anni fa, preserva l’errore di uno studente nel calcolare l’area di un triangolo.

L’Uomo di Neandertal e l’Uomo Moderno ebbero rapporti più stretti e duraturi di quanto finora ipotizzato, suggeriscono nuovi studi