La vicenda di cui parlerò in questo articolo sembra tratta dalla fantasia di un fertile scrittore di gialli, e, invece, è presa dalla cronaca degli ultimi anni: in pochi mesi, una banda molto ben organizzata è riuscita a rubare libri di autori russi, fra cui molti di Aleksandr Puškin, per un valore di 2,5 milioni di euro.
In queste circostanze, il detto che dice che con la cultura non si mangi è quanto mai inadeguato… Comunque, l’Economist qualche tempo fa ha ricostruito con ordine gli avvenimenti che si sono verificati fra l’aprile del 2022 e il novembre 2023.
Come agiva la banda
La banda ideatrice dei diversi furti aveva a capo Mikheil Zamtaradze e si componeva di altri circa dieci membri, tutti georgiani. In poco più di un anno e mezzo hanno messo a punto oltre 170 colpi, per oltre 2 milioni di euro di refurtiva.
L’obiettivo dei loro furti erano libri rari e preziosi custoditi nelle principali biblioteche europee. Solo alla Bibliothèque Nationale de France hanno sottratto nove volumi con una strategia molto efficace.
Mikheil si fingeva un tesista e chiedeva di visionare i volumi che intendeva rubare. Durante la consultazione studiava nei minimi dettagli le caratteristiche del libro, di modo che potesse acquisire le informazioni da trasmettere agli altri complici della banda, il cui compito era produrre una copia fedele del libro.
Nei giorni successivi, Mikheil chiedeva nuovamente di visionare il volume. Stavolta, si presentava in biblioteca con il braccio ingessato e, fra l’arto e l’ingessatura, c’era la copia del libro da rubare; tale copia, una volta conclusa la consultazione, sarebbe stata da Mikheil consegnata ai bibliotecari. Ovviamente, l’originale, nascosto nell’ingessatura, abbandonava la biblioteca, con il ladro.
Oltre alla Bibliothèque Nationale de France, i furti si sono verificati in Lettonia (Biblioteca nazionale di Riga), in Germania, in Svizzera, in Finlandia, in Austria, in Cechia. In Polonia, il colpo più pesante: 79 libri sottratti all’Università di Varsavia per un valore di mezzo milione di euro.
Il mercato dei libri rari e il successo di Puškin
La banda agiva su commissione: i libri rubati erano poi venduti ai clienti che avevano commissionato il furto e poteva fruttare ciascuno fino a 100mila euro. Elevata è la richiesta di opere di Alksander Puškin, per motivi legati all’invasione della Russia in Ucraina.
Dal febbraio del 2022, la Russia ha infatti enfatizzato la figura di Puškin: il drammaturgo russo, quando era in vita, aveva sostenuto l’espansionismo della sua nazione e, dunque, la sua figura è tornata molto utile per giustificare l’invasione dell’Ucraina.
Una vicenda che, in definitiva, ci lascia dell’amaro in bocca: come se non bastasse la sottrazione dal patrimonio pubblico di opere uniche e preziose, la manipolazione a scopi politici di poesie e opere letterarie è un altro strumento che la guerra sfrutta, imbrattando anche l’arte e la cultura.
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