Il caro vita sta cambiando in profondità anche il rapporto degli italiani con l’automobile. Cambiare auto non conviene più e sempre più famiglie scelgono di tenere il proprio veicolo più a lungo, rinviando l’acquisto del nuovo. Questa scelta, però, ha un effetto diretto sui costi di gestione: un parco auto sempre più vecchio significa più guasti, più manutenzione e riparazioni sempre più care. Secondo un’analisi di ACtronics, tra inflazione, aumento della manodopera e rincari dei ricambi, mantenere un’auto pesa oggi in modo significativo sui bilanci familiari. Di seguito pubblichiamo il comunicato ricevuto in forma integrale.
Comunicato stampa
Carovita: gli italiani non cambiano più l’auto, ed ora fanno i conti con il caro riparazioni
Cambiare auto non conviene più, ed ora gli italiani affrontano anche il caro riparazioni
Roma, 15 dicembre 2025 – Il mercato automobilistico italiano sta vivendo una trasformazione profonda. Con il calo del mercato del nuovo e un potere d’acquisto sempre più ridotto, i veicoli in circolazione invecchiano e richiedono una manutenzione più frequente. Allo stesso tempo, i costi di riparazione continuano a crescere rapidamente, incidendo in modo significativo sul budget delle famiglie. Questo studio condotto da ACtronics mostra come, di fronte a queste difficoltà, gli automobilisti stiano adattando le proprie abitudini e manifestino un interesse crescente per alternative capaci di contenere le spese senza compromettere l’affidabilità del veicolo.
Età media a 13 anni: il parco auto italiano non è mai stato così vecchio
Secondo l’Annuario Statistico dell’Automobile Club d’Italia, a inizio 2025 l’età media delle autovetture italiane ha raggiunto i 13 anni, proseguendo una tendenza ormai consolidata. Rispetto al 2009, quando la media era di 7,9 anni secondo UNRAE, l’invecchiamento del parco auto supera oggi i cinque anni.
Il fenomeno è direttamente collegato alla contrazione del mercato del nuovo, con listini in costante aumento e una progressiva scomparsa delle versioni più economiche. Le auto moderne offrono maggiore comfort e sicurezza grazie a una crescente presenza di componenti elettronici, ma questo comporta anche interventi più costosi e una durata più breve di alcune parti.
Un parco più vecchio implica quindi una manutenzione più regolare: con l’aumento dei chilometri, guasti e interventi diventano più frequenti, mentre i costi continuano a salire.
Manodopera, ricambi e inflazione: perché mantenere un’auto costa di più
Negli ultimi dieci anni la spesa media annua per manutenzione ordinaria e riparazioni è aumentata del 33% secondo Federcarrozzieri. Nello stesso periodo, la spesa per pezzi di ricambio, pneumatici e lubrificanti è cresciuta del 21,2%. La tendenza non si è arrestata: tra il 2023 e il 2024 la manutenzione è aumentata ulteriormente del 3,3%, mentre i ricambi hanno registrato un +2,5%.
Anche la manodopera segue questa dinamica: in Italia la tariffa oraria è passata da 55 euro nel 2015 a 71,08 euro nel 2024, con un aumento del 29% in meno di dieci anni. A livello europeo, i costi di riparazione sono saliti del 6,4% nel primo trimestre 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
In questo contesto, gli automobilisti cambiano comportamento: le riparazioni urgenti restano prioritarie, mentre gli interventi secondari vengono sempre più spesso rinviati. Cresce inoltre l’attenzione al confronto dei preventivi e l’interesse verso soluzioni alternative per ridurre la spesa, come l’utilizzo di ricambi provenienti dall’economia circolare.
Fino all’80% di risparmio: perché il ricondizionato convince
In un quadro di aumenti generalizzati, i ricambi rigenerati suscitano un interesse crescente. Secondo l’analisi GiPA, il 45% degli automobilisti italiani accetterebbe un ricambio ricondizionato in base alla tipologia, mentre uno su dieci lo preferisce senza condizioni. Il settore delle officine è ancora più avanti: il 66% delle officine indipendenti e il 78% delle officine autorizzate installano già ricambi rigenerati.
Secondo ACtronics, questi componenti consentono un risparmio medio compreso tra il 50% e l’80% rispetto ai pezzi nuovi. Alcuni esempi sono particolarmente significativi:
un body control module per Skoda Rapid costa 149 euro nella versione rigenerata contro 446 euro del nuovo;
un selettore del cambio per veicoli del gruppo Volkswagen, piattaforma MQB, costa 149 euro rigenerato contro 615 euro per il nuovo.
Oltre al vantaggio economico, la rigenerazione offre benefici ambientali concreti, riducendo i rifiuti, il consumo di materie prime e lo smaltimento di componenti ancora riparabili. Secondo ACtronics, questa pratica consente di risparmiare oltre 100.000 kg di materie prime all’anno.
I pezzi rigenerati rappresentano inoltre una soluzione fondamentale quando i ricambi nuovi sono esauriti o non più prodotti, soprattutto per veicoli più anziani.
Un livello di qualità garantito da standard industriali
La qualità dei ricambi rigenerati dipende da processi rigorosi. Dopo lo smontaggio, ogni componente viene ispezionato, le parti difettose sostituite e il prodotto finale testato su banchi prova che simulano le reali condizioni di utilizzo.
«Lavoriamo secondo standard riconosciuti dell’industria automobilistica come ISO 9001 e ISO 14001, applicando metodologie APQP, EFMEA e PPAP. Ogni fase è tracciata digitalmente, garantendo un controllo completo del processo», spiegano da ACtronics.
Metodologia dell’indagine
Lo studio di ACtronics integra dati ufficiali e fonti autorevoli del settore automobilistico. Le informazioni sull’età media del parco circolante provengono dalle pubblicazioni dell’Automobile Club d’Italia e dall’UNRAE. I dati sui costi di manutenzione, riparazione e manodopera derivano dalle elaborazioni di Federcarrozzieri e da analisi europee sull’andamento dei prezzi delle riparazioni. I comportamenti di automobilisti e officine in relazione ai ricambi rigenerati si basano sulle rilevazioni GiPA, mentre i dati tecnici e ambientali fanno riferimento all’esperienza industriale di ACtronics.
Informazioni su ACtronics
ACtronics è un’azienda specializzata nella revisione di componenti elettronici automobilistici. Grazie a tecnologie innovative, rigenera parti come moduli ABS, centraline motore e quadri strumenti, utilizzati da numerose officine partner in tutta Europa. Scegliere componenti rigenerati significa adottare una soluzione più economica, sostenibile e qualitativamente affidabile.
Nota di trasparenza
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato da comunicatistampa.net.
Link alla fonte: https://www.comunicatistampa.net/newsletter/economia-e-finanza-1539/



