Il sorprendente legame fra il Grand Canyon e il Meteor Crater

Il Grand Canyon all'alba

Recenti ricerche suggeriscono un legame fra due eventi geologici in luoghi iconici degli Stati Uniti sudoccidentali che in precedenza si ritenevano non correlati: l’impatto che ha formato il Cratere di Barringer (probabilmente meglio noto come Meteor Crater) in Arizona e una massiccia frana nel Grand Canyon. Questa frana avrebbe bloccato il fiume Colorado, creando un esteso paleolago.

La sincronia temporale e il meccanismo dietro l’evento

Entrambi gli eventi sono datati in modo convergente a circa 56.000 anni fa, suggerendo una relazione causale. L’impatto del Meteor Crater è stato ricalcolato a circa 53.000-63.000 anni fa, mentre la frana e il successivo paleolago sono stati datati con maggior precisione a 55.600 anni fa, con un’approssimazione di 1300 anni in più o in meno.

L’impatto del meteorite che formò il Cratere di Barringer (situato a circa 160 km dal Grand Canyon) avrebbe generato un terremoto di magnitudo stimata tra 5.4 e 6. Le onde sismiche, pur ridotte a circa magnitudo 3.5-4.1 all’arrivo nel Grand Canyon, sarebbero state sufficienti a “scuotere” le pareti ripide e instabili del canyon, innescando la massiccia frana.

Le prove dell’esistenza del paleolago nel Grand Canyon

La frana, avvenuta vicino a Nankoweap Canyon, avrebbe creato una diga naturale sul fiume Colorado, formando un paleolago lungo circa 80 km e profondo quasi 90 metri. Le prove a sostegno dell’esistenza di questo lago includono:

  • Legno trasportato: Trovato in diverse grotte, come Stanton’s Cave (46 metri sopra il livello attuale del fiume), il che indica un livello dell’acqua significativamente più alto rispetto a qualsiasi inondazione recente. I campioni di legno sono stati datati a 56.000 anni fa. Karl Karlstrom, co-autore dello studio, ha affermato: “Avrebbe richiesto un livello di piena dieci volte superiore a qualsiasi piena avvenuta negli ultimi millenni.”
  • Sedimenti Lacustri: Rilevati nelle stesse grotte, con datazioni coerenti con quelle del legno.
  • Tracce di Castori: Trovate in aree delle grotte oggi a loro inaccessibili, supportando l’esistenza di un lago esteso.
  • Resti della Diga: Materiale caoticamente depositato nel Nankoweap Canyon, ricoperto da ciottoli fluviali arrotondati, suggerisce che una diga prima si formò e poi fu erosa dal fiume.
Il Meteor Crater
Il Meteor Crater, o Cratere di Barringer, in Arizona (Credit: USGS/D. Roddy, Pubblico dominio)

La scoperta del legame fra Meteor Crater e Grand Canyon è frutto di un lungo lavoro interdisciplinare

La connessione è emersa da quella che i ricercatori definiscono una storia investigativa lungo i decenni che ha coinvolto diverse discipline scientifiche. La ricerca sul legno di Stanton’s Cave è iniziata negli anni 60 con il padre di Karl Karlstrom, Thor. Inizialmente datato a più di 35.000 anni con le tecniche dell’epoca, le successive analisi più avanzate hanno raffinato la data a 43.500 anni e infine a 56.000 anni grazie a nuove metodologie nel 2019.

La coincidenza è stata notata quando il co-autore Jonathan Palmer, specialista in datazione di campioni antichi ha visitato sia il Meteor Crater che il laboratorio dell’Università dell’Arizona dove Chris Baisan stava lavorando sulle collezioni di legno di Stanton’s Cave. Le età simili hanno sollevato le domande sulla possibile correlazione.

Datazione e distanza: i conti tornano

La datazione media dei campioni di legno e sedimenti provenienti da diverse grotte converge su 55.600 ± 1.300 anni fa. Il coordinatore scientifico del Meteor Crater, David Kring, ha ricalcolato l’età dell’impatto a circa lo stesso periodo.

L’impatto del meteorite da 300.000 tonnellate (secondo alcune stime fino a 600.000) avrebbe generato un’onda d’urto sufficiente a causare una frana a 160 km di distanza. Sebbene le frane siano comuni nel Grand Canyon, eventi di tale portata da arginare il fiume sono estremamente rari.

Come ha sottolineato Karlstrom, “L’impatto meteoritico, la massiccia frana, i depositi lacustri e il legno galleggiante ben al di sopra del livello del fiume sono tutti eventi rari e insoliti.” La loro concomitanza temporale rafforza l’ipotesi di un legame causale.

Ricostruzione della frana nel Nankoweap Canyon (un'area del Grand Canyon di grande importanza storica e geologica), che formò un lago dalla breve esistenza
Ricostruzione della frana nel Nankoweap Canyon (un’area del Grand Canyon di grande importanza storica e geologica), che formò un lago dalla breve esistenza (Credit: Karl Karlstrom/Università del Nuovo Messico)

Limiti, implicazioni e prospettive future

Sebbene le prove siano “convincenti”, gli autori riconoscono di non poter rivendicare di avere una prova definitiva. Esistono altre possibilità, come una frana casuale o un terremoto locale indipendente avvenuto nello stesso lasso di tempo di circa mille anni dall’impatto. Tuttavia, la rarità e la convergenza temporale di questi eventi suggeriscono fortemente una relazione.

Questa scoperta non solo risolve un mistero di lunga data su come il legno e i sedimenti siano finiti così in alto nelle grotte del Grand Canyon, ma offre anche nuove intuizioni sull’impatto a lungo raggio degli eventi meteoritici sulla geologia terrestre. Sottolinea l’importanza di comprendere gli effetti degli impatti meteoritici sulla Terra, come quello che ha contribuito all’estinzione dei dinosauri. La metodologia di datazione avanzata e la collaborazione interdisciplinare hanno permesso di collegare eventi che in passato si pensava non avessero alcuna relazione.

Fonte: Grand Canyon landslide-dam and paleolake triggered by the Meteor Crater impact at 56 ka, pubblicata in open access su Geology (2025)

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