Potremmo definire “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway come un romanzo breve, o un racconto lungo: circa cento pagine, a seconda delle edizioni, sono però bastate a far diventare questo testo un classico della letteratura mondiale, letto, amato e apprezzato ancora oggi da moltissime persone.
Qual è il punto di forza di questo romanzo? Difficile dirlo: l’ambientazione, la determinazione di Santiago, il rapporto con il ragazzo o la lotta con il pesce? Tutti insieme, forse, ma non solo. Per capire il segreto del successo del libro, ci viene incontro Ernest Hemingway.
L’intervista su “Paris Review” del 1954
Nel 1954, infatti, il premio Nobel Hemingway rilascia un’intervista a George Plimpton nella quale rivela come “Il vecchio e il mare” rappresenti la perfetta applicazione del principio dell’iceberg.
L’iceberg è, come sappiamo tutti, quell’ammasso di ghiaccio che rimane nascosto sotto acqua quasi completamente, mentre emerge in superficie solo una percentuale esigua del suo volume.
Riferendosi al suo romanzo, Hemingway intendeva dire che “Il vecchio e il mare” avrebbe potuto essere sviluppato per centinaia e centinaia di pagine, abbracciando la descrizione della cittadina, le vite dei pescatori e delle loro famiglie e dilungandosi in chissà quanti altri dettagli superficiali.
Se Hemingway avesse fatto questa scelta, l’uscita di pesca di Santiago sarebbe stata declassata a un episodio all’interno di un romanzo corale. Hemingway, invece, opta per una soluzione completamente differente: rompe la tradizione di romanzi lunghi e dettagliati per dare spazio a un solo episodio che si distingue per la forza espressiva.
Infatti, nonostante Hemingway non racconti del villaggio e dei suoi abitanti, ci sembra di averli conosciuti: è la forza delle parole non dette, ma che sono evocate, sottintese a tratteggiare la cornice del racconto.
Proprio come l’iceberg, le parole scritte, rispetto alle necessarie, sono numericamente esigue, ma non mancano di colpire il bersaglio e suscitare emozioni e suggestioni proprio come se fossero state usate.
“Il vecchio e il mare”, una storia avvincente
Nel saper dosare le parole, dunque, sta la forza del romanzo che Hemingway, premio Nobel per la letteratura proprio nel 1954, ha scritto. La storia è molto semplice: un vecchio pescatore, Santiago, non riesce a pescare un pesce da più di ottanta giorni.
Il giovane che lo aiutava è stato costretto dalla famiglia a trovare un altro lavoro e, così, rimasto solo Santiago esce per cercare di pescare un pesce. Qualcuno finalmente abbocca ed è il pesce più grande che Santiago abbia mai visto.
Il pesce venderà molto cara la pelle e, in questa lotta, Hemingway dà spazio a temi che mai penseremmo di leggere in un romanzo di pesca: la tenacia, l’orgoglio ed anche la felicità.
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