Un pipistrello per bibliotecario: capita a Coimbra, nella Biblioteca Joanina

Coimbra

Riuscire a farsi pubblicare un libro è un’impresa, ma per fortuna degli scrittori la conservazione materiale dei volumi pubblicati non è un compito direttamente a loro carico. Le biblioteche si trovano sempre più spesso a combattere contro lo spazio occupato dai volumi e contro le numerose insidie che minacciano i volumi. A Coimbra, in Portogallo, hanno – da molto, molto tempo – un’ottima soluzione per questo secondo problema.

La Biblioteca Joanina, a Coimbra, in Portogallo

La Biblioteca Joanina, una delle più belle e prestigiose biblioteche barocche al mondo, custodisce da secoli migliaia di volumi che riguardano la storia del Portogallo. Si stima, ad oggi, un patrimonio librario di 60 mila libri.

Visualizzando le immagini che il web propone, si rimane a bocca aperta: l’architettura è strabiliante. C’è un piano dedicato all’esposizione dei libri su scaffali e balconi finemente decorati con intarsi e intagli, il tutto sormontato da soffitti affrescati. Gli affreschi si rifanno alla storia dell’Università di Coimbra di cui la biblioteca fa parte.

A un livello superiore è presente una sala dedicata alla pulizia, restaurazione e catalogazione dei volumi, mentre a un piano inferiore era stata predisposta una sorta di prigione per rinchiudere quanti si macchiassero di reati punibili dall’Università stessa.

Struttura a parte, della Biblioteca Joanina colpisce sempre la presenza di una nutrita colonia di pipistrelli che vive, da secoli, all’interno e nelle sale della biblioteca stessa, la cui presenza è di vitale importanza per la conservazione dei libri custoditi.

Il ruolo dei pipistrelli

I libri presenti nella Biblioteca, infatti, sono quotidianamente minacciati da numerosi insettini che si nutrono delle preziose, ma fragili pagine che compongono i volumi. Falene, coleotteri e svariati altri insetti, morso dopo morso, potrebbero distruggere un patrimonio librario di inestimabile importanza.

I pipistrelli, invece, nutrendosi di questi esseri, impediscono il lento, ma inesorabile consumo della carta: nottetempo, i volatili escono dai loro nidi e, mangiando gli insetti, preservano i libri e i volumi.

Poichè escono solo la notte, i pipistrelli non costituiscono un problema per i numerosi visitatori della Biblioteca che possono, quindi, apprezzare la bellezza della Biblioteca senza alcun tipo di problema.

Prima della chiusura della Biblioteca, i dipendenti della stessa provvedono a ricoprire gli arredi con spessi teli per evitare che il guano rilasciato dai volatili possa danneggiare tavoli, sedie e altri mobili.

I libri, invece, sono protetti da reti metalliche. Alcuni interstizi nel portale di ingresso permettono ai pipistrelli di uscire e raggiungere il fiume Mondego, che scorre nelle vicinanze, per bere. 

Una storia davvero curiosa, ma di estrema attualità: ancora una volta, in un campo abbastanza insospettabile come la conservazione culturale, emerge quanto l’allenza fra uomo e natura possa essere determinante e decisiva.

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