La passata di pomodoro è vegana? Non sempre: ecco perché serve la certificazione

Roma, 10 settembre 2025 – La domanda può sembrare banale: serve davvero certificare come vegan una passata di pomodoro, se fatta solo di pomodoro? La risposta è sì. Il tema è al centro di un dibattito che negli anni ha alimentato dubbi e fake news. In realtà, la certificazione è fondamentale perché non tutte le passate o preparazioni simili sono automaticamente compatibili con la scelta etica vegan. Di seguito pubblichiamo il comunicato ricevuto in forma integrale.

Comunicato stampa

Roma, 10 settembre 2025 – È necessario etichettare e certificare come vegan una passata di pomodoro, se è fatta appunto solo di pomodoro? La domanda sembrerebbe banale, ma è al centro di un dibattito che negli anni ha alimentato dubbi e fake news. La risposta è si, perché nelle passate di pomodoro spesso ci sono anche altri ingredienti, che non possono essere definiti vegani.

Perché serve la certificazione vegan anche per le passate

A un’analisi superficiale una passata di pomodoro sembrerebbe ovviamente adatta a tutti, ma la realtà è diversa:

  • Ingredienti nascosti: altre preparazioni simili e oggettivamente confondibili dal consumatore di cultura media, come salse di pomodoro, sughi pronti e ragù, spesso erroneamente associate alla semplice passata dando per scontato che siano vegan, possono contenere anche aromi, addensanti, gelificanti, additivi o insaporitori di origine animale. Provate a chiedere a chiunque se sa dire che differenza c’è legalmente tra “passata di pomodoro” e “salsa di pomodoro”, è ovvio che il consumatore medio non ha e non può avere questo tipo di conoscenza e va comunque tutelato nel rispetto delle sue scelte.
  • Etichette e ricette: VEGANOK verifica che i consigli d’uso non suggeriscano abbinamenti con ingredienti incompatibili con la scelta etica vegan, nel rispetto dei consumatori che hanno fatto di tale scelta uno stile di vita.
  • Etica aziendale: la certificazione garantisce che l’azienda non effettui né commissioni ad altri test sugli animali, non solo per il prodotto certificato ma per l’intero catalogo e anche questa informazione è totalmente non accessibile dal consumatore, senza una specifica garanzia che VEGANOK invece fornisce.

A chiarire la questione interviene Sauro Martella, fondatore di VEGANOK e presidente al Board di Bruxelles per la definizione dello standard vegan unico europeo, che in un recente intervento ha dichiarato: “Non solo è legittimo identificare certi prodotti come vegan, ma è addirittura consigliato. Si tratta di trasparenza verso i consumatori e di rispetto verso le finalità a cui la normativa europea invita a ispirarsi. Alla cattiva informazione si risponde con i fatti: la normativa europea (Reg. UE 1169/2011) nasce proprio per garantire chiarezza e correttezza”.

“Etichettare un prodotto come vegan significa dare informazioni corrette e complete. È tutt’altro che una scelta superficiale, perché servono competenze, controlli e verifiche accurate. Noi ad esempio siamo l’unica realtà in Europa con un team di professionisti vegani che da oltre 25 anni tutelano consumatori e aziende”, ha detto ancora sottolinea Martella.

L’importanza di informazione e trasparenza

“Un ente certificatore serio mette a disposizione strumenti concreti per i diversi interlocutori. Ad esempio noi consentiamo ai consumatori di verificare i prodotti certificati suwww.veganok.com

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Nota di trasparenza

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