Secondo il Prof. Marco Mele, amministratore della SFBM, l’Italia è gialla attiva da oltre un anno sui carburanti carbon neutral, proposti da Draghi nelnsuo report
Roma, 17 settembre 2024 – NelRapporto Draghi, relativo al settore automotive, si trovano alcuni passaggi che laSFBM, società di Stato del gruppo GSE, ha già messo in atto da oltre un anno, sostenendo la standardizzazione e laricerca nel settore dei carburanti carbon neutral.
Nel rapporto di Draghi si legge:
‘Glistandard comunisono essenziali per trarre vantaggio dalle economie di scala e dalla connettività nel Mercato Unico e per creare standard esemplari con portata globale. La definizione degli standard dovrebbecoinvolgerediversi attori, tra cuiindustria, scienziati e ONGpertinenti nel processo normativo per stabilire standard completi e inclusivi. Il settore automobilistico dell’UE trarrebbe notevoli benefici da standard avanzati nelle seguenti aree: Nuove tecnologie’.
Secondo ilProf. Marco Mele, Amministratore Unico della SFBM SpA in riferimento a tale punto la stessa SFBM ha iniziato, già lo scorso anno, a supporto della standardizzazione condotta dal Comitato Tecnico ISO /TC 22/SC 41, un progetto per l’utilizzazione di unblended fuel (idrogeno + biometano)in grado di assicurare la sostenibilità ambientale, tecnica, economica e strategica nel settore automotive con un time to market immediato.
Per quanto riguarda poi il riferimento alla standardizzazione cogente per la quale il Rapporto sottolinea che “è importante garantire che lenormativedella Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) e la legislazione dell’UEsiano coerenti, soprattutto nelle aree dell’armonizzazione tecnica e della valutazione del ciclo di vita’ ,la SFBM, afferma il prof. Mele, “si è già posta l’obiettivo di utilizzare i risultati del lavoro di ricerca (disponibili entro i prossimi 10 mesi) per modificare il regolamento UNECE R. 110 onde consentire una rapida omologazione ai veicoli alimentati con un blended fuel (idrogeno +metano) con percentuali di idrogeno significative (almeno maggiori del 10%)”.
Questo comporterà la possibilità disfruttare appieno ed immediatamente i benefici del biometano, di cuil’Italia è uno dei maggiori produttori al mondo, e dell’idrogeno(compatibilmente con le quantità disponibili), nei motori alimentati a gas naturale già esistenti, senza bisogno di interventi tecnici o infrastrutturali e senza bisogno di ingenti investimenti.








