GeologiaNewsScienza

Impronte fossili in Spagna testimoniano la grande velocità dei dinosauri predatori del Cretaceo

Due set di impronte fossili rinvenute nel Gruppo di Enciso, una formazione geologica risalente al Cretacico Inferiore ubicata a La Rioja, nella Spagna settentrionale, rivelano la grande velocità e agilità dei dinosauri predatori che le lasciarono.

Appartengono a teropodi, dinosauri per lo più (sebbene non necessariamente) carnivori e bipedi: i rappresentanti più noti sono indubbiamente il T.rex e i velociraptor e non sorprende certo l’idea che dovessero muoversi con rapidità per catturare le proprie prede.

Sprinter letali

I risultati dello studio portano nondimeno all’impressionante stima di una velocità pari a 45 chilometri orari. Le due serie sono composte rispettivamente di sei e sette orme, in media lunghe 32,8 cm e larghe 30,2 cm in un caso e 28,9 cm e 26,9 cm nell’altro e tutte dotate di tre dita, caratteristica tipica dei dinosauri cacciatori.

Gli specialisti hanno paragonato queste impronte con altre lasciate da teropodi noti e sebbene ciò non basti a stabilire con precisione a quale specie appartenessero i “proprietari”, hanno potuto concludere trattarsi di dinosauri non aviani (ovvero che non sopravvissero alla grande estinzione evolvendosi in uccelli) di taglia medio-grande.

Il team di ricercatori ha calcolato la velocità a cui stavano correndo in quell’istante di decine di milioni di anni fa relazionando la distanza che separa le impronte all’altezza dell’anca: i paleontologi stimano che i teropodi in questione fossero alti fra il metro e ottanta e i due metri, per una lunghezza totale, dal muso alla punta della coda, compresa fra i quattro e i cinque metri.

Ricostruire l’ambiente preistorico, un passo per volta

La falcate medie che emergono dai due set di impronte sono di 265 centimetri e 279,6 cm e la velocità è solo una spanna inferiore al record assoluto mai registrato per dei dinosauri, i 49 chilometri orari a cui correvano, secondo un recente studio preliminare, alcuni teropodi che nel Giurassico lasciarono impronte, in questo caso un centinaio, rinvenute nell’arenaria della Formazione Navajo nello Utah (Stati Uniti).

Il modo in cui un animale si muove, si sposta, fa uso del proprio corpo può dire tanto sull’ambiente in cui vive e ciò diventa naturalmente di primaria importanza quando si parla di un mondo che non esiste più, come nel caso dei teropodi. Anche in assenza di ossa e altri tessuti fossilizzati, scoperte come le impronte a La Rioja possono dire molto sull’ecologia dei tempi antichi ma anche sul comportamento e l’evoluzione dei dinosauri.

Fonte: Fast-running theropods tracks from the Early Cretaceous of La Rioja, Spain, Scientific Reports (2021).

Guarda anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *