Il codice del consumo

Il codice del consumo è stato emanato con il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in base all’art. 7 della legge delega 29 luglio 2003, n. 229, relativo al riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei consumatori che comprende la maggior parte delle disposizioni emanate dall’Unione Europea nel corso degli ultimi venticinque anni per la protezione del consumatore. Ulteriori aggiornamenti si sono avuti nel 2014 e nel 2015.

A questa raccolta, che sostituisce tutti i precedenti provvedimenti nel tempo emanati sotto forma di leggi, decreti e modifiche al Codice Civile, non è stata aggiunta alcuna novità, salvo un riconoscimento ufficiale per i diritti pubblici del consumatore/utente che vede in questo caso come fornitore lo Stato e tutti gli enti pubblici.

Caratteristiche principali

Il pregio essenziale del provvedimento è considerato quello di aver raccolto le molte disposizioni sparse, rendendo così semplice la consultazione di gran parte del repertorio di difesa del consumatore a chiunque voglia informarsi sui suoi diritti e sul modo per farli valere, mentre per i professionisti del settore questo ha rappresentato una agevolazione meno rilevante.

Il difetto che è stato osservato consiste nel non aver inserito le normative più recenti ed importanti, come la regolamentazione del multi-level marketing; non è stato fatto, inoltre, alcun riferimento al documento elettronico inteso come strumento di comunicazione della volontà di recedere da parte del consumatore.

Il decreto è stato comunque considerato un segnale rilevante nel campo della difesa dei diritti dei consumatori, perché è il primo atto legislativo in materia emanato per iniziativa di un governo italiano senza la minaccia di sanzioni da parte europea.

Il 2010 regala ai consumatori italiani una chance in più per far valere i propri diritti: la class action, ovvero l’azione collettiva per danni o inadempienze contrattuali da parte delle aziende.

Il diritto dei consumatori

Il diritto dei consumatori ha la finalità di riequilibrare le asimmetrie che naturalmente caratterizzano i rapporti economici intervenendo nelle fasi della conclusione e dell’esecuzione del contratto. Sono state delineate le linee guida per la tutela dei diritti dei consumatori al riguardo di:

• protezione contro i rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori;

• protezione contro i rischi che possono nuocere agli interessi economici dei consumatori;

• predisposizione, con mezzi adeguati, di consulenza, assistenza, risarcimento dei danni;

• informazione e educazione del consumatore;

• consultazione e rappresentanza dei consumatori nelle decisioni che li riguardano.

Struttura del codice

Il codice è strutturato in 6 parti:

1) parte I: si trovano la definizione generale e le nozioni di consumatore e professionista;

2) parte II: si trovano le disposizioni concernenti l’educazione del consumo, le informazioni che debbono essere fornite al consumatore e le disposizioni sulla pubblicità commerciale;

3) parte III: si trovano le norme in materia contrattuale;

4) parte IV: si trovano la disciplina generale della sicurezza dei prodotti e della responsabilità extracontrattuale del produttore per i danni cagionati ai difetti dei prodotti. Si trovano anche le regole speciali valevoli per i contratti di vendita di beni mobili conclusi dai consumatori con i professionisti;

5) parte V: si trovano le disposizioni concernenti le associazioni dei consumatori e i giudizi inibitori che esse sono legittimate a promuovere nei confronti dei professionisti che si rendono responsabili di violazioni di interessi collettivi dei consumatori;

6) parte VI: contiene tutta una serie di disposizioni finali tra cui l’art. 143 che definisce irrinunciabili i diritti attribuiti al consumatore dalle disposizioni del codice di consumo.

Significato del Codice al Consumo

Il codice al consumo nasce per tutelare gli interessi ed i diritti del consumatore, considerato come il soggetto più debole in un rapporto di compravendita in quanto potenziale vittima di marketing aggressivo, pubblicità ingannevole e irregolarità nelle vendite online.

Nel 2014 sono stati apportati degli aggiornamenti soprattutto in termini di informazioni precontrattuali. È stato poi istituito, per risolvere le controversie fuori dai tribunali, un apposito organismo indipendente, ovvero l’ADR (Alternative Dispute Resolution).

Ma chi è il consumatore?

Il consumatore è colui che agisce per scopi personali, estranei ad attività imprenditoriali. commerciali, artigianali o professionali. L’esempio classico è il computer acquistato per uso domestico a cui si applicano le norme in materia di tutela al consumatore, contrariamente a quanto avviene se l’acquisto è fatto per un uso professionale.

Le principali tutele

Fra le principali tutele previste rivestono particolare importanza:

  • Il diritto di recesso è il diritto previsto solo per il compratore nei casi n cui la compravendita non avviene all’interno di negozi fisici ma attraverso telefono o piattaforma web. E’ possibile esercitarlo nei 14 giorni a partire dalla conclusione del contratto o dalla ricezione della merce. Il termine aumenta a 12 mesi se: 1) l’acquirente non è stato informato della possibilità di recedere entro 14 giorni; 2) non è stato in dicato dove spedire il reso; 3) non è specificato l’indirizzo presso il quale inviare la raccomandata A/R per il recesso; 4) è stata indicata una sede errata; 5) non ci sono informazioni in merito alla modalità di restituzione della merce; 6) non sono indicati dei contatti utili per potere comunicare con il venditore.
  • La garanzia a tutela degli acquisti effettuati dai consumatori. E’ il diritto del consumatore di ricevere un bene conforme a quanto ai requisiti promessi dal venditore i sede contrattuale. E’ valida 24 mesi dalla vendita o dalla consegna del bene. I rimedi sono: 1) il ripristino della corretta funzionalità del bene, attraverso una riparazione gratuita dello stesso; 2) sostituzione del bene con uno nuovo funzionante; 3) riduzione adeguata del prezzo o risoluzione contrattuale. Ovviamente la riparazione e la sostituzione devono avvenire in tempi ragionevoli, in modo da non causare danni al soggetto.
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