Donne nella storia: ecco le 10 più influenti (I parte)

Anche se la storia delle donne è stata spesso ignorata, o addirittura cancellata, nel corso dei secoli molte di esse hanno avuto un impatto enorme sulla società attraverso l’attivismo, l’arte, la politica e la leadership. Ecco le 10 più influenti della storia.

Il mese di marzo, che sta volgendo al termine, non solo è il mese in cui cade la Giornata Internazionale della Donna, che viene celebrata ogni 8 marzo, ma anche il Mese della Storia delle Donne (Women’s History Month).

L’occasione perfetta, quindi, per scoprire, o riscoprire, le donne rivoluzionarie, quelle che si sono impegnate in politica, le attiviste o, semplicemente, quelle troppo importanti per essere dimenticate.

La nostra testata, fin dalla sua nascita, ha sempre avuto un occhio di riguardo per le donne e, proprio per questo, abbiamo deciso di chiudere il mese di marzo in bellezza raccontandoti, in questa prima parte, 5 delle 10 donne più influenti della storia.

1.Ruth Bader Ginsburg (1933-2020)

Quando Ruth Bader Ginsburg è deceduta nel settembre del 2020, gli Stati Uniti hanno pianto la perdita di una delle principali sostenitrici dell’uguaglianza di genere.

Nel corso della sua carriera di avvocata, di giudice e di giudice associata della Corte Suprema, l’impegno di Ginsburg per il principio di uguale giustizia ai sensi della legge ha trasformato il panorama legale americano, in particolare per le donne.

Ginsburg iniziò il suo percorso alla Facoltà di Legge di Harvard, dove era una delle uniche nove donne in una classe di circa 500 studenti.

Nonostante fosse la prima della classe quando si laureò in trasferta alla Facoltà di Legge della Columbia, lottò parecchio per trovare un impiego.

Alla fine, nel 1963, divenne professoressa di diritto alla Rutgers Law School, dove rivolse fin da subito la sua attenzione alla discriminazione di genere.

Sostenne ben sei casi davanti alla Corte Suprema come avvocata dell’American Civil Liberties Union, vincendone cinque.

Nel 1993 il presidente Bill Clinton la nominò come giudice per la Corte Suprema, dove Ginsburg lavorò per 27 anni combattendo contro il cancro e altre malattie.

La sua storia di opinioni dissenzienti in tribunale l’ha fatta diventare un’icona e, come ha scritto Rolling Stones, le è valso anche il soprannome di “Notorious RBG.”

Durante la sua carriera promosse cause come l’uguaglianza finanziaria per le donne, l’uguaglianza nell’istruzione, i diritti LGBTQ+, i diritti civili per gli immigranti e le persone prive di documenti e i diritti per le persone con disabilità.

2.Harriet Tubman (1822-1913)

Harriet Tubman nacque in schiavitù, ma poi trovò la sua libertà viaggiando da sola lungo l’Underground Railroad. Negli anni seguenti avrebbe liberato circa 300 persone schiavizzate.

Tubman cominciò il suo lavoro lungo l’Underground Railroad recuperando i membri della sua famiglia, inclusi i suoi genitori, diversi fratelli e i nipoti.

Quando scoppiò la Guerra Civile, sostenne l’Unione, lavorando come spia e infermiera prima di guidare l’audace Combahee Ferry Raid, che liberò più di 700 persone schiavizzate.

Più tardi diventò una voce di spicco nel movimento abolizionista e combatté per il diritto di voto per le donne, contribuendo a plasmare un percorso dalla schiavitù e dalla discriminazione verso la giustizia negli Stati Uniti.

3.Emmeline Pankhurst (1858-1928)

“Siamo qui non perché siamo in violazione della legge; siamo qui nei nostri sforzi per essere legislatori”.

Queste parole immortali di Emmeline Pankhurst riassumevano il movimento per il suffragio femminile britannico tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

In qualità di leader dalla volontà di ferro della Women’s Franchise League e in seguito dell’Unione Politica e Sociale delle Donne, si batté per il diritto di voto per le donne nel Regno Unito – con qualsiasi mezzo.

Il motto dell’Unione Politica e Sociale delle Donne era “Fatti, non parole” e il gruppo utilizzò atti di vandalismo, proteste violente e incendi dolosi come mezzi per realizzare un cambiamento sociale.

Pankhurst riteneva che fosse necessario andare oltre la disobbedienza civile a sostegno della sua causa, affermando in un discorso del 1908:

“È perché ci rendiamo conto che la condizione del nostro sesso è così deplorevole che

è nostro dovere infrangere anche la legge.”

Questa decisione l’ha portata all’arresto in numerose occasioni. Sosteneva inoltre che, a meno che alle donne non fosse conferito il potere politico, le leggi del Paese non avrebbero avuto uno standard morale uguale.

Nell’anno della sua morte le donne britanniche, dopo anni di dura lotta, ottennero finalmente il diritto di voto a 21 anni, pari ai requisiti di voto per gli uomini.

4.Imperatrice Vedova Cixi (1835-1908)

Nata nell’inverno del 1835 durante la dinastia cinese Qing, Cixi era figlia di un funzionario di basso rango, ma ricevette una buona educazione e, probabilmente, sapeva anche leggere e scrivere.

Nel 1851 divenne una delle concubine dell’imperatore Xianfeng, un grande onore all’epoca.

Cixi superò rapidamente le altre concubine e diventò la favorita dell’imperatore.

Quando l’imperatore morì, il figlio di Cixi era pronto a diventare il nuovo imperatore.

L’ex concubina formò alleanze con alcuni dei suoi reggenti e ne fece uccidere altri in un colpo di stato del 1861, facendole ottenere il controllo dell’Impero.

Rimase un capo potente, ma non ufficiale, della Cina Imperiale fino alla sua morte, avvenuta nel 1908.

È considerata l’ultima e più famosa imperatrice della Cina ed è nota per aver plasmato le ribellioni, le politiche e la Corte della Cina Imperiale per oltre 50 anni.

5.Rosa Parks (1913-2005)

Durante gli Anni Cinquanta, la società americana era in gran parte segregata tra cittadini bianchi e cittadini neri, anche sui mezzi pubblici.

Il 1 dicembre 1955 la sarta Rosa Parks si rifiutò di cedere il suo posto a un passeggero bianco su un autobus a Montgomery, in Alabama, un’azione per la quale fu arrestata.

In risposta, Parks mobilitò la NAACP (National Association for the Advancement of Colored People) per boicottare gli autobus e attirare l’attenzione nazionale sulle leggi disumane sulla segregazione negli stati meridionali.

Dopo aver contestato con successo la legge e aver visto la segregazione dichiarata incostituzionale dai tribunali, Parks continuò a essere una voce di spicco e un simbolo di coraggio nel Movimento per i Diritti Civili.

Il suo atto di sfida aveva riacceso il movimento e il suo continuo lavoro di attivista a Detroit dopo il boicottaggio degli autobus si è aggiunto alla sua eredità nella lotta contro l’ingiustizia e la discriminazione.

Di Francesca Orelli

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