Le polizze assicurative del ramo vita – Caratteristiche ed utilità (seconda parte)

Dopo averne tracciato le caratteristiche fondamentali, entriamo nello specifico delle caratteristiche contrattuali di questa copertura assicurativa partiamo dall’elenco delle voci contenute all’interno di un contratto standard.

Il questionario

Per qualsiasi compagnia assicurativa il punto di partenza è la conoscenza delle condizioni di salute dell’assicurato, quali sono le sue attività lavorative, sportive o di altro tipo ed una serie di domande atte a stabilire, nella sostanza, il grado di rischio che la compagnia si assume nel momento in cui stipula un contratto polizza vita con un cliente. Viene stabilito un limite massimo di copertura entro il quale basta la compilazione di un semplice questionario (è importante sottolineare che in caso di dichiarazioni mendaci viene meno il diritto al risarcimento).

Se l’importo della copertura eccede tale limite o se sono presenti delle specifiche patologie viene richiesta una visita medica per accertare le condizioni di salute dell’assicurato. La polizza vita non è infatti un processo automatico, ma prevede il responso positivo da parte della compagnia assicurativa.

Indicazione dei beneficiari

L’indicazione del beneficiario non è obbligatoria in sede di firma del contratto. È possibile indicarlo, o indicarli nel caso in cui si tratti di più soggetti, anche in un secondo momento oppure direttamente nel testamento. Può capitare quindi che eventuali beneficiari di polizze vita caso morte non siano al corrente di avere diritto a ricevere il premio previsto.

In questi casi in genere è la compagnia assicurativa che si fa carico di avvisare gli aventi diritto, ma comunque è possibile utilizzare il servizio ricerca coperture assicurative previsto dall’Ania (l’Associazione Nazionale per le Imprese Assicurative), proprio allo scopo. Nel caso in cui il contrante voglia indicare o cambiare i beneficiari successivamente alla stipula del contratto, deve inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno alla compagnia assicurativa. Nel caso in cui si voglia indicare come beneficiari gli eredi, si può stabilire direttamente anche la quota relativa ad ognuno degli eredi indicati.

Impignorabilità e aspetti ereditari

Una delle motivazioni che rendono queste polizze molto gradite è la loro impignorabilità. Infatti, non possono essere sequestrate e non rientrano nell’asse ereditario, quindi non cadono in successione, come si dice in termine tecnico. Il contraente non è tenuto a rispettare quanto stabilito dal Codice Civile relativamente alla regolamentazione degli asset ereditari, ma può decidere liberamente chi sarà il beneficiario del capitale previsto dalla polizza vita.

Pertanto, il capitale ricevuto da una compagnia assicurativa per una polizza vita non è soggetto ad imposta di successione, non rientrando nell’asse ereditario. La giurisprudenza però, come al solito, rende ingarbugliato anche quello che sembra definito dalle norme.

Nel caso, infatti, che il soggetto deceduto contraente e assicurato della polizza vita ha designato come beneficiari della somma prevista dalla polizza vita solo due di tre figli, al figlio escluso è concesso di far valere il suo diritto di ottenere una quota del capitale facendo riferimento all’articolo 741 del Codice Civile che stabilisce quanto segue:

“È soggetto a collazione (L’effetto pratico della collazione è che tutti i beni donati agli eredi collatizi, sia direttamente che indirettamente, vanno ricondotti nella massa dei beni comuni per poi procedersi alla divisione in proporzione delle rispettive quote legittime o testamentarie) ciò che il defunto ha speso a favore dei suoi discendenti per assegnazioni fatte a causa di matrimonio, per avviarli all’esercizio di una attività produttiva o professionale, per soddisfare premi relativi a contratti di assicurazione sulla vita a loro favore o per pagare i loro debiti”.
Viene in sintesi disposto che il capitale percepito solo dai due figli debba essere riversato nei beni comuni per essere poi successivamente diviso in base alle singole quote spettanti.

Modalità di pagamento del premio

Le modalità di pagamento del premio di una polizza assicurativa vita sono sostanzialmente tre. É opportuno informarsi sempre, in sede di firma del contratto, se il premio da pagare si intende al netto o al lordo delle imposte e se ci sono eventuali spese accessorie da aggiungere al pagamento.

Molto spesso sono condizioni che fanno la differenza quando si sceglie la polizza fra le offerte di più compagnie, inficiandone in modo sostanziale la convenienza. Bene, vediamo quali sono le diverse tipologie di pagamento del premio per una polizza vita.

  • Ricorrente: il premio per il pagamento della polizza di assicurazione sulla vita viene versato con cadenza ciclica, solitamente annuale.
  • Unico: con questa modalità al momento della stipula del contratto si versa l’intera somma prevista per l’attivazione della polizza, sulla base naturalmente del capitale o della rendita che si vuole realizzare.
  • Unico ricorrente: il versamento da parte del contraente avviene secondo una cadenza mensile oppure anche di 3 o 6 mesi. Se si decide di utilizzare questa formula per il pagamento del premio di un’assicurazione vita, bisognerà mettere in conto la cosiddetta “addizionale di frazionamento”, che andrà a generare un incremento di quanto dovuto.
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