Le polizze assicurative del ramo vita – Caratteristiche ed utilità (prima parte)

Attualmente ci sono numerose tipologie di polizze vita, la cui maggior parte è caratterizzata dalla presenza al loro interno di un preponderante prodotto finanziario, tanto da essere assimilate ad un prodotto di risparmio gestito. Questi prodotti, infatti, abbinano alla classica copertura in caso di morte, grave infortunio, disabilità e così via del soggetto assicurato, un vero e proprio investimento che dà diritto ad un rendimento annuale.

Come Funzione la polizza vita?

Innanzitutto, vanno evidenziati i soggetti che sono coinvolti nel contratto di assicurazione. Essi sono fondamentalmente quattro:

Il contraente: è il soggetto che versa il premio assicurativo alla Compagnia. Può coincidere anche con altre due figure, vale a dire l’assicurato e il beneficiario.

L’assicurato: è il soggetto su cui si fanno i cosiddetti “calcoli attuariali” sull’aspettativa di vita. Questi calcoli sono necessari a stabilire l’entità del premio da pagare e della rendita o capitale previsti. L’assicurato è tenuto a firmare il contratto assieme al contraente. Nel contratto della polizza sarà presente un questionario che riguarda le condizioni di salute generale e altre informazioni che hanno a che fare proprio con questo soggetto, vale a dire colui a cui si riferisce il rischio dal punto di vista della compagnia assicurativa.

Il beneficiario: nel caso in cui si verifichino le condizioni previste in fase contrattuale, la compagnia assicurativa sarà tenuta a versare quanto dovuto ad un soggetto beneficiario della polizza vita. In genere si tratta di figli o coniugi, ma si possono stipulare assicurazioni vita anche nei confronti di soggetti che non risultano familiari del contraente. Il beneficiario può esserlo anche a sua insaputa, poiché nella sostanza non è prevista la necessità della sua firma sul contratto. Può essere dichiarato immediatamente, al momento della stipula della polizza, oppure deciso in seconda istanza mediante testamento.

La compagnia assicurativa: si impegna a versare al beneficiario, o ai beneficiari, un capitale in seguito ad un evento relativo alla vita dell’assicurato. Il capitale potrà essere versato in un’unica soluzione oppure sotto forma di rendita, a seconda di quanto deciso in fase contrattuale.

É anche un’integrazione alla pensione

Infatti, oltre alla motivazione prettamente assicurativa di mettere in sicurezza i propri congiunti in caso di morte o di evento particolarmente debilitante, il contraente si assicura anche, in caso di sopravvivenza alla scadenza del contratto, il percepimento di una pensione integrativa.

Varie tipologie di polizze vita

Fondamentalmente, esistono tre tipi diversi di polizze vita.

  • Polizza vita “Caso morte”

Con questa formula la compagnia assicurativa è obbligata a versare un capitale ad uno o più beneficiari, in caso di decesso dell’assicurato, ma anche in presenza di un infortunio o incidente grave sulla base naturalmente di quanto previsto in fase contrattuale. Se la polizza è “caso morte temporanea” la compagnia assicurativa è tenuta a versare il capitale previsto dal contratto nel caso in cui la morte dell’assicurato sopraggiunga mentre la polizza è ancora in corso. 

Se invece è “caso morte a vita intera” si ha diritto ad un corrispettivo dopo la morte dell’assicurato, al di là della condizione di esistenza o meno della polizza, quindi anche quando questa non è più attiva.

  • Polizza “caso vita”

È questa la tipologia più assimilabile alla pensione integrativa di cui abbiamo parlato precedentemente. La polizza Caso vita prevede infatti una rendita vitalizia utile ad affrontare spese impreviste, un momento di difficoltà dovuto a problemi di salute o semplicemente da considerare come una vera e propria previdenza complementare. Va specificato che, trattandosi di prodotti assimilabili al contesto risparmio gestito, l’entità della rendita può naturalmente variare o essere addirittura assente, ma in genere in questo tipo di contratti viene stabilito un minimo spettante di diritto. 

Questo genere di assicurazioni vita non prevede nessuna copertura in caso di morte dell’assicurato, ma se un evento di questo tipo si dovesse verificare durante il periodo di validità della polizza vita, la compagnia provvederà a versare agli eredi del defunto il totale del capitale versato rivalutato di eventuali interessi accumulati.

Nella categoria di queste polizze vita rientrano anche le cosiddette “Unit Linked”, prodotti ad elevato contenuto finanziario e ormai considerati, anche dal legislatore, puri strumenti di investimento più che polizze assicurative. Comunque, anche per le Caso vita esistono due condizioni diverse riguardo al pagamento della rendita prevista, derivante dal capitale accumulato e comprensivo degli interessi maturati nel periodo contrattuale.

Il versamento della rendita può avvenire con una rendita immediata (il versamento di una rendita avviene praticamente in tempo reale, subito dopo la stipula del contratto. Si tratta di un puro prodotto da investimento, nella sostanza) o con una rendita differita (In questo caso la data che dà diritto a percepire una rendita da parte della compagnia assicurativa viene stabilita in fase contrattuale, ma è in ogni caso successiva al momento della sottoscrizione e prevede un periodo, più o meno lungo, in cui va accumulato un capitale versato dal contraente).

  • Polizza Mista

La polizza vita Mista garantisce l’assicurato in caso di morte, infortunio o grave incidente, quindi anche rischio vita. Con questa formula vengono previsti un capitale oppure una rendita, a seconda dei due eventi possibili. Se alla scadenza del contratto l’assicurato risulta ancora in vita, è previsto sia il versamento in unica soluzione del capitale spettante che l’erogazione di una rendita vitalizia.

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