L’accesso al credito delle imprese. La valutazione del merito creditizio.

Una delle funzioni istituzionali degli istituti di credito è quella di raccogliere risparmio ed investirlo nel tessuto produttivo, finanziando gli investimenti delle aziende. Prestare denaro è un’attività che presuppone una capacità di valutazione del cosiddetto merito creditizio, occorre cioè valutare la capacità dell’azienda che chiede il finanziamento di restituire quanto ricevuto.

La Banca deve comprendere innanzitutto la capacità competitiva dell’impresa, acquisendo tutte quelle informazioni sulla situazione attuale, sullo sviluppo del mercato di riferimento e sul posizionamento nel mercato. I criteri generali di valutazione sono:

  • L’impresa e il suo business
  • Le finalità del finanziamento
  • Capacità di rimborso dell’azienda
  • Il capitale investito dall’imprenditore o dai soci
  • Le garanzie a mitigazione del rischio
  • il rating

L’impresa ed il suo business

La prima fase di valutazione riguarda innanzitutto la natura giuridica dell’azienda (società di capitale o di persona) con l’identificazione della struttura proprietaria del business ed alla sua esperienza. Particolare attenzione viene riservata al settore di attività (prodotti o servizi), alla struttura commerciale ed ai principali competitor e alle prospettive di sviluppo.

Le finalità del finanziamento

Viene poi valutata la natura e l’origine dei fabbisogni finanziari dell’impresa per erogare finanziamenti adeguati alle esigenze. Esigenze che possono essere:

  • Finanziamento del capitale circolante (copertura del gap temporale fra pagamenti ed incassi)
  • Finanziamenti a copertura di investimenti destinati ad accrescere la capacità produttiva dell’impresa e/o di investimenti sostitutivi di impianti o macchinari obsoleti
  • La riorganizzazione o consolidamento dei finanziamenti in essere (dal breve al lungo termine)

Capacità di rimborso dell’azienda

L’analisi della capacità di rimborso consente alla banca di valutare se esistono o meno le condizioni economico finanziarie per il successo dell’iniziativa e il rimborso del capitale prestato, aspetto fondamentale nell’accoglimento positivo della richiesta di finanziamento. La verifica viene espletata sulla base di molteplici approcci valutativi a seconda delle caratteristiche del settore, della finalità e dell’importo del finanziamento.

Ad esempio, per i finanziamenti legati all’operatività corrente (anticipo dei crediti), la banca valuta la capacità dell’impresa di produrre flussi di cassa nel breve termine. Per i finanziamenti a medio/lungo termine si valuta la capacità prospettica dell’azienda a rimborsare negli anni futuri il prestito, con lo studio dei flussi economici che saranno generati negli anni futuri.

Il capitale investito dall’imprenditore o dai soci

Il capitale investito dall’imprenditore o dai soci, conosciuto anche con il termine “capitale di rischio” o “capitale proprio”, rappresenta l’insieme delle risorse finanziarie che l’imprenditore o i soci hanno destinato al finanziamento dell’impresa. É per la banca un importante indicatore della fiducia che l’imprenditore o i soci ripongono nell’iniziativa ed è quindi la misura che gli stessi assumono a proprio carico ed allo stesso tempo influenza direttamente il capitale di debito (maggiore è il capitale di rischio più alto può essere il capitale di debito).

Le garanzie a mitigazione del rischio

Le garanzie rilasciate dal cliente sono gli strumenti che attenuano il rischio finanziario a cui si espone la banca erogando il credito consentendo all’impresa di accedere ai finanziamenti anche quando, a seguito delle valutazioni effettuate. Vi siano elementi di incertezza circa il merito del credito. Quindi le garanzie non modificano il profilo di rischio economico-finanziario dell’iniziativa finanziata, ma pongono una parte di questo rischio a carico del patrimonio di terzi interessati. Per la piccola e media impresa che, per sua natura, spesso evidenzia scarsi livelli di capitalizzazione (soprattutto per la ristretta base azionaria) o una breve storia di presenza sul mercato, le garanzie possono costituire un incentivo all’erogazione di un finanziamento, andando a ridurre l’effettiva esposizione della banca.

Il rating

É uno strumento che serve per valutare il rischio delle imprese nel momento in cui le stesse imprese chiedono dei finanziamenti. Gli elementi necessari per la determinazione del rating sono rappresentati da:

  • Dati quantitativi (indici di bilancio e indici sull’andamento del rapporto)
  • Dati qualitativi (prospettive di andamento del settore e discontinuità societarie)

Il risultato di questa valutazione è un “voto numerico a cui verrà collegata, attraverso l’osservazione nel tempo dei clienti che hanno ricevuto quel voto, una certa probabilità di insolvenza.

É statisticamente dimostrato che le imprese diventate insolventi hanno, già da un anno prima dell’insolvenza, valori più elevati del quoziente tra debito totale e totale attivo, dell’incidenza del debito a breve termine o del rapporto tra oneri finanziari e fatturato. Anche indici “andamentali” come la percentuale dei titoli presentati all’incasso e tornati insoluti, possono segnalare una maggior percentuale di dissesto. Simili indicatori possono dunque entrare nella procedura di rating, attraverso un peso determinato da un gruppo di esperti o da una tecnica matematica di analisi dei dati.

Naturalmente, è necessario introdurre meccanismi per correggere il rating tenendo conto di casi particolari (es. imprese appena avviate, imprese che hanno varato un nuovo investimento, ecc.) e di particolari variabili “qualitative” non catturabili dai modelli automatici come ad esempio le prospettive del settore industriale di appartenenza, la presenza di possibili contrasti tra i soci o passaggi generazionali non preparati.

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