I principali strumenti finanziari per remunerare i nostri risparmi (Seconda parte): il risparmio gestito.

Si parla di risparmio gestito quando il risparmiatore non opera in proprio nella gestione dei propri investimenti, ma si affida nelle scelte a degli intermediari quali banche, società di investimento mobiliare (SIM) e società di gestione del risparmio.

L’intermediario agisce in nome e per conto del cliente acquistando evendendostrumenti finanziari al fine di formare un portafoglio il più diversificato possibile. Il livello di rischio èstrettamente correlato al rendimento atteso ed entrambi dipendono dagli accordi iniziali fra clienti e gestore, sottoscritti con specifico mandato.

I principali strumenti di risparmio gestito sono:

  • Fondi comuni di investimento
  • Gestioni patrimoniali
  • ETF (Exchange Traded Funds)
  • Fondi Edge
  • Fondi immobiliari

Fondi comuni di investimento

I fondi comuni di investimento sono organismi di investimento collettivo del risparmio. Sono composti da tante unità (dette quote) che vengono sottoscritte dai risparmiatori garantendo a tutti uguali diritti. L’entità della partecipazione al fondo è data dal numero di quote sottoscritte dal risparmiatore. Il fondo deve essere gestito da una SGR (Società di Gestione del Risparmio) che si avvale di una banca depositaria e che garantisce la correttezza e la trasparenza della gestione collettiva del risparmio.

Uno degli obblighi del gestore è quello di diversificare gli investimenti al fine di attenuare i rischi dei risparmiatori. In qualsiasi momento è possibile vendere le proprie quote ed uscire dal fondo, ma come per le azioni, non si ha mai la certezza di ottenere un guadagno né di evitare perdite sul capitale investito.

É pertanto fondamentale leggere, prima di sottoscrivere l’acquisto di quote di un qualsiasi fondo, leggere il prospetto informativo, dove sono evidenziate le caratteristiche, le politiche di gestione del risparmio, la tipologia di strumenti finanziari utilizzabili dal gestore e il livello di rischio del prodotto. Proprio per il loro livello di rischio le principali categorie dei fondi sono:

  • Monetari (investono solo in obbligazioni con scadenza massimo a 6 mesi)
  • Obbligazionari (investono in obbligazioni di stato o di società)
  • Azionari (investono in azioni) divisi ulteriormente in base all’ambito geografico (Italia, America, ecc.) o al settore in cui operano (New economy, farmaceutico, ecc.)
  • Bilanciati (azionari e obbligazionari)
  • Flessibili (il gestore varia a sua discrezione la politica di investimento per cogliere le opportunità del mercato.

Gestioni Patrimoniali

La gestione patrimoniale è un servizio di investimento attraverso il quale il risparmiatore conferisce all’intermediario una somma da investire secondo le linee guida stabilite dal contratto. All’interno delle linee guida stabilite, il gestore opera in maniera assolutamente discrezionale, scegliendo i modi, i tempi e gli strumenti finanziari con i quali investire il patrimonio affidatogli. Non è quindi una gestione collettiva come nei fondi, bensì le scelte sono personalizzate sul profilo del singolo cliente.

Il cliente da parte sua, può non solo orientare la rischiosità delle scelte definendo nel contratto i limiti entro i quali il gestore può operare, ma può altresì intervenire nel corso dello svolgimento del servizio di gestione, impartendo istruzioni vincolanti. Ci sono poi addirittura alcuni contratti, che prevedono il preventivo assenso del cliente alle operazioni di investimento che il gestore intende effettuare.

É fondamentale che l’investitore si informi in maniera approfondita sulle caratteristiche e sul grado di rischio della gestione che intende sottoscrivere, in modo da sottoscrivere il contratto solo se è ragionevolmente sicuro di essere pienamente cosciente della linea di gestione e del grado di rischio che essa comporta.

ETF (Exchange Traded Founds)

Tra gli strumenti finanziari di ultima generazione particolarmente interessanti ci sono gli ETF che sono delle forme di risparmio collettivo analoghe ai fondi comuni di investimento ma di tipo passivo, ovvero che replicano in maniera speculare l’andamento (benchmark) di una materia prima, di un indice o di un mercato. Gli ETF sono appetibili in quanto avendo dei costi di gestione molto più contenuti dei fondi, a parità di condizioni consentono rendimenti superiori. Il gestore di ETF non investe su titoli che ritiene più convenienti (gestione attiva) ma replica perfettamente quello che avviene su un determinato mercato. Ad oggi sono sul mercato diversi tipi di ETF che legano il proprio andamento a:

  • Indici (per lo più borsistici)
  • Materie prime energetiche (gas naturale e petrolio)
  • Materie prime non energetiche (metalli preziosi, materie prime)

Fondi Edge

Questi fondi a differenza dei fondi tradizionali possono investire in futures e derivati, hanno in sostanza una libertà nello scegliere la tipologia di investimento totale. Non hanno limitazioni di area geografica, di strategia e di andamento del mercato. L’obiettivo principe del gestore è quello di ottenere un guadagno superiore all’indice del mercato di riferimento anche perché, contrariamente ai gestori dei fondi tradizionali che incassano commissioni indipendentemente dal rendimento ottenuto, le commissioni percepite per lo più sono relative alla performance ottenuta (performance fee).

Fondi Immobiliari

I fondi immobiliari investono in almeno i due terzi del patrimonio in beni immobili, diritti reali su immobili o partecipazioni in società immobiliari. Sono fondi chiusi, prevedono cioè il rimborso solo ad una data scadenza. La durata minima è di 10 anni mentre la massima può arrivare anche a 30 anni. Il fondo nasce con la sottoscrizione degli investitori fino al raggiungimento dell’ammontare di capital prestabilito. La seconda fase prevede l’individuazione degli immobili da rilevare che possono essere, a seconda delle linee di gestione, residenziali, commerciali, zone da edificare o complessi da ristrutturare. I sottoscrittori possono rientrare in possesso dei capitali investiti, maggiorati di eventuali capital gain o penalizzati dal market discount (differenza tra il prezzo di mercato ed il valore della quota) alla scadenza.

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