Il finanziamento delle Startup – l’importanza del Business Plan

Quando utilizziamo il termine startup stiamo parlando di una nuova società che intende avviare un business imprenditoriale. Il termine identifica l’impresa da un punto di vista oggettivo (nuova attività) e temporale (società che si trova nel momento dell’avvio). La classificazione di startup, di fatto, cessa con la presentazione del secondo bilancio. Inizialmente il termine riguardava principalmente le società legate al mondo digitale, attualmente invece si parla di startup per qualsiasi ambito o settore di business.

Il finanziamento

L’avvio di una startup presuppone la costituzione di un capitale iniziale che copra gli investimenti necessari. Ove non siano sufficienti le risorse personali degli imprenditori, si ricorre al sistema finanziario bancario. Per mettere in condizione chi deve prestare dei soldi di poter valutare un’attività non ancora partita e quindi priva di dati consolidati di bilancio, esiste lo strumento del Business Plan.

Definizione del business plan

Delle molte definizioni italiane possono essere usate per tradurre il termine “business plan”, 1uella che ci sembra più aderente è “Piano di attività imprenditoriale”. Un prospetto idoneo a evidenziare in maniera chiara l’andamento di una attività di tipo imprenditoriale, e ad indicare in concreto e, quanto più possibile in dettaglio, lo svolgimento futuro della stessa. Così definito il business plan è uno strumento necessario ogni volta che viene progettata una attività imprenditoriale e si voglia renderne probabile il successo.

Importanza del business plan

La startup presenta molte incognite strettamente legate al rischio imprenditoriale, ed il business plan possiede un ruolo fondamentale di pianificazione commerciale e finanziaria; ma oltre a questo ambito “interno”, come già evidenziato è l’ambito “esterno” ad avere una rilevanza maggiore in quanto strumento destinato a convincere chi deve concedere fondi in prestito.

Come si predispone un business plan

Di fondamentale importanza è l’indice iniziale che svolge la stessa funzione di un indice di un libro, ovvero indicare il numero della pagina di inizio di ogni sezione del piano.

Le sezioni sono le seguenti:

  • Sintesi del progetto imprenditoriale
  • Descrizione dell’impresa
  • Gruppo imprenditoriale e le persone chiave
  • Il prodotto/servizio offerto
  • Il mercato
  • La concorrenza
  • Il mercato di approvvigionamento
  • Il piano di marketing
  • La struttura tecnico/industriale
  • I piani operativi
  • Le previsioni economico/finanziarie

Sintesi del progetto imprenditoriale

È la sezione che anticipa quello che sarà oggetto di presentazione, sintetizzando il cuore del progetto imprenditoriale. È pertanto fondamentale prepararla dopo aver completato la stesura del business plan, questo perché solo dopo aver riflettuto ed affrontato l’intero documento si è in grado di farne una sintesi efficace e puntuale. La caratteristica principale che deve possedere la sintesi è quella di saper attirare l’attenzione, destando interesse attraverso un taglio professionale e trasmettendo, nel contempo, un senso di entusiasmo e di importanza.

Descrizione dell’impresa

Il business plan ha inizio con una descrizione generale dell’impresa, per illustrarne esclusivamente la sua natura e le sue attività principali:

  • a quale mercato si rivolge (B2B o B2C)
  • cosa offre alla sua clientela
  • dove è ubicata
  • a quale livello intende operare (locale, regionale, nazionale, europeo, mondiale)
  • la struttura che la nuova azienda dovrà avere e la sua ragione sociale.

Il gruppo imprenditoriale e le persone chiave

In questa sezione vengono evidenziati i soci e i soggetti che partecipano al progetto industriale, evidenziandone i curriculum che sottolineano esperienze coerenti con l’idea progettuale indicata.

Il prodotto/servizio offerto

Questa è una sezione di particolare importanza, soprattutto tenendo conto che il successo di un’impresa si basa su prodotti o servizi interessanti e innovativi. Bisogna evitare l’errore di essere troppo specifici o tecnici, cercando piuttosto di interessare anche il lettore poco esperto con informazioni sulle possibilità di uso o utilizzo. Molto utili sono fotografie o disegni (in caso di prodotto) e grafici (nel caso del servizio).

Il mercato e la concorrenza

In questa parte del business plan viene evidenziata la domanda del prodotto o del servizio rispetto all’offerta e le opportunità del progetto di collocarsi su questo mercato, soprattutto con riferimento ai competitor presenti. È pertanto molto utile una sintesi dell’andamento del mercato e una descrizione delle fonti della domanda e del modo in cui viene soddisfatta.

Ad esempio, nel caso di apertura di un selfservice non serve sostenere che “gli italiani mangiano fuori a pranzo più spesso rispetto a 10 anni fa”, quanto piuttosto è necessario sottolineare il fatto che, nel corso degli ultimi 3-5 anni, i centri di ristorazione veloce hanno avuto un successo sempre crescente. Il passo successivo consiste nell’individuazione dei punti di debolezza della concorrenza attuale e di quella potenziale, rimarcando gli elementi di novità del progetto oggetto del business plan.

I mercati di approvvigionamento

Spesso sottovalutata, questa sezione è importante al pari delle altre. La capacità per il neoimprenditore di selezionare i migliori fornitori ed ottenere modalità di approvvigionamento favorevoli (in termini di prezzo, quantità, qualità, tempi di consegna e tempi di pagamento) rappresenta uno dei fattori critici di successo.

Il piano di marketing

Il piano di marketing illustra in modo specifico l’attività futura dell’impresa e le azioni che l’imprenditore intende intraprendere per raggiungere i suoi obiettivi di collocazione e penetrazione nel mercato. Lo scopo principale di questa sezione risiede nel fatto di spiegare in modo chiaro e convincente in quale modo l’imprenditore e la sua impresa intendono cogliere le opportunità derivanti dal mercato. In particolare, si dovrà cercare di evidenziare la strategia di vendita e di distribuzione, ovvero il modo in cui si raggiunge il cliente finale. Un secondo aspetto importante è la determinazione dei prezzi di vendita e le relative previsioni di fatturato dei tre anni successivi.

La struttura tecnico/industriale

In questa sezione solitamente si descrive la struttura fisica dell’impresa sia essa di servizi, commerciale o di produzione, ovvero la struttura aziendale che dovrà essere coerente con le caratteristiche del settore in cui si intende operare e con il tipo di prodotto/servizio che si intende offrire.

I piani operativi

In questa sezione del business plan vengono inseriti i dati per la predisposizione di un piano finanziario che evidenzi la fattibilità economico-finanziaria del progetto imprenditoriale. Vengono predisposti due piani importanti:

  • il piano degli investimenti (costi degli investimenti divisi per tipologia)
  • il piano della produzione (costi del personale, costi variabili e costi fissi)

Le previsioni economiche-finanziarie

In questa sezione si redige un bilancio di esercizio, comprendente Stato Patrimoniale e Conto Economico previsionale almeno triennale. Questo permetterà di vedere gli utili o le perdite previsionali che l’azienda avrà. Occorrerà predisporre:

  • lo stato patrimoniale (evidenzia lo stato finanziario e patrimoniale della futura impresa)
  • Il conto economico (evidenzia i costi, i ricavi e l’utile previsto della futura impresa)
  • Il piano dei flussi di cassa (evidenzia l’eventuale necessità di ricorrere al credito bancario)
  • Il piano di Start Up (evidenzia le spese da sostenere nei primi sei mesi dell’attività, ovvero nel periodo di decollo, o “start up”)
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