L’accesso al credito: il Fondo di Garanzia

Il “Fondo di Garanzia” è stato istituito con la legge 662 del 1992 per aiutare le PMI (Piccole e Medie Imprese) e i professionisti che non hanno sufficienti garanzie da concedere agli istituti di credito per accedere ai finanziamenti.

È un’agevolazione messa a disposizione dal MiSe (Ministero dello Sviluppo Economico) con risorse anche dell’Unione Europea e la cui operatività è gestita da MCC (Medio Credito Centrale). In sostanza, viene concessa alle banche finanziatrici una garanzia pubblica fino all’80% dell’importo concesso.

Funzionamento

Può essere attivata solo a garanzia di finanziamenti concessi da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari (convenzionati con il Fondo) a favore di imprese e professionisti.

Il Fondo non interviene nel rapporto fra banca e cliente, pertanto le condizioni contrattuali ed economiche sono regolate con accordo fra le parti. Il Fondo impone però agli istituiti finanziatori che beneficiano della sua copertura del rischio di non richiedere ulteriori garanzie reali, assicurative o bancarie sulla parte di finanziamento oggetto della garanzia del Fondo stesso.

Il Fondo di garanzia copre fino ad un massimo dell’80% dell’importo del finanziamento e fino ad un importo massimo garantito per beneficiario di 2,5 milioni di euro (limite che fa riferimento all’importo garantito, mentre per il finanziamento non è previsto un tetto massimo – utilizzabile per una o più operazione, fino al raggiungimento del tetto stabilito).

L’operazione garantita deve essere compatibile con l’attività dell’impresa richiedente (finanziamento di investimenti produttivi, investimenti nel magazzino, consolidamento di passività) e la finalità impatta comunque sulla percentuale di copertura.

Detta percentuale varia anche a seconda della forma tecnica dell’affidamento (minore per facilitazione a breve termine, maggiore per finanziamenti a medio/lungo termine) e del rating dell’impresa da garantire. Detto rating va da 1 a 5, a seconda della rischiosità. Rating di fascia 1 identifica aziende con un rischio di credito bassissimo, al contrario rating di fascia 5 identica aziende per cui non è possibile attivare la garanzia a causa del rischio di credito molto elevato.

Il Fondo può intervenire sia con garanzia diretta garantendo direttamente l’operazione finanziaria, sia con garanzia indiretta intervenendo in seconda battuta, controgarantendo un altro soggetto garante (Confidi)  che garantisce l’operazione in prima istanza. Ovviamente, il rilascio della garanzia da parte del Fondo ha un costo che è comunque molto limitato rispetto a quello di garanzie offerte dal mercato (Confidi) e comunque sono escluse dal versamento della commissione alcune operazioni specifiche come:

– le operazioni di anticipazione dei crediti verso la P.A., 

– le operazioni riferite a start-up innovative

– PMI innovative e per le operazioni di microcredito;
– soggetti beneficiari finali aventi sede legale e/o sede operativa nelle Regioni del Mezzogiorno;
– imprese femminili;
– piccole imprese dell’indotto di imprese in amministrazione straordinaria;
– micro, piccole e medie imprese che hanno sottoscritto un contratto di rete;
– imprese sociali;
– imprese di autotrasporto.
Altro importante aspetto è la priorità che viene data nell’istruttoria e nella delibera delle garanzie che vengono rilasciate a favore di imprese femminili e  start-up innovative.

L’accesso alle garanzie del Fondo è riservato alle imprese di micro, piccole e medie dimensioni iscritte nel registro delle imprese, i consorzi e i professionisti iscritti ad ordini professionali.


Per fare un po’ di chiarezza riportiamo le rispettive definizioni:


a) “Medie imprese”: le imprese che, considerata l’esistenza di eventuali imprese associate e/o collegate, hanno meno di 250 occupati e un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro;,


b) “Piccole imprese”: le imprese che, considerata l’esistenza di eventuali imprese associate e/o collegate, hanno meno di 50 occupati e un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro;


c) “Microimprese”: le imprese che, considerata l’esistenza di eventuali imprese associate e/o collegate, hanno meno di 10 occupati e un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro.


I beneficiari delle garanzie del Fondo devono essere ritenuti in grado di rimborsare il prestito, pertanto devono essere considerati sani dal punto di vista economico e finanziario.

Per permettere una valutazione imparziale ed oggettiva è stato messo a disposizione dei privati il portale rating (https://www.fondidigaranzia.it/servizi-online-per-le-imprese/portale-rating-per-le-imprese/), che permette di valutare anticipatamente l’ammissibilità al Fondo e anche la % di copertura della garanzia.

Le uniche imprese escluse sono quelle appartenenti al settore dell’industria automobilistica, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dell’industria carboniera, della siderurgia e delle attività finanziarie.

Nel settore dei trasporti sono ammissibili solo le imprese che effettuano trasporto merci su strada. Le imprese agricole possono utilizzare soltanto la controgaranzia rivolgendosi ad un confidi che opera nei settori agricolo, agroalimentare e della pesca.

Il Fondo di Garanzia per PMI è comunque uno strumento che ha incontrato un vivo apprezzamento sia da parte delle aziende, che hanno visto facilitato il loro accesso al credito, che da parte delle banche che, oltre a sentirsi maggiormente garantite, evitano di effettuare accantonamenti per la parte dell’affidamento oggetto di garanzia del Fondo.

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