Lavorare in un altro paese dell’UE: cosa sapere prima di partire

In un’epoca come quella attuale in cui tutti siamo sempre connessi, con persone che si trovano in ogni angolo del pianeta, può capitare spesso di sognare di trasferirsi in un altro Paese per lavorare e dare così il via ad una nuova fase della proprio vita. A tal proposito vi interesserà sapere che in quanto cittadini europei si ha il diritto di poter lavorare in qualsiasi altro Paese dell’Ue senza aver bisogno di un permesso di lavoro. Allo stesso tempo, però, non si può fare a meno di evidenziare che ogni Paese ha delle regole proprie e per questo motivo, prima di partire, è meglio raccogliere il maggior numero di informazioni possibili sul posto, sulle abitudini e soprattutto sui tuoi diritti. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa è bene sapere prima di andare a lavorare in un altro Paese dell’UE.

È necessario ottenere il permesso di lavoro?

Come già detto, essendo cittadini europei si ha il diritto di lavorare per un datore di lavoro o in veste di lavoratore autonomo senza bisogno di un permesso. Allo stesso tempo è bene prestare attenzione ad alcuni accorgimenti. Innanzitutto ricordatevi che in in alcuni paese è richiesto di dichiarare la propria presenza alle autorità. In caso contrario, infatti, si rischia di incorrere in un’ammenda, anche per un periodo inferiore a 3 mesi. Nel caso in cui si lavori come dipendente, dopo tre mesi di soggiorno bisogna iscriversi come residente in comune o in questura.

Regolarizzando la propria presenza, inoltre, è possibile dopo cinque anni consecutivi poter acquisire il diritto di soggiorno permanente nel paese in questione. In caso di assenza superiore a due anni consecutivi, però, si rischia di perdere tale diritto. Ma non solo, vi potrà interessare sapere che tutti i cittadini dell’Unione Europea possono lavorare senza permesso di soggiorno in Svizzera per un periodo che risulti inferiore ai 3 mesi.

Riconoscimento titoli di studio

Un altro aspetto importante da tenere in considerazione se si desidera lavorare in un altro Paese dell’UE è il riconoscimento dei proprio titoli di studi. A tal proposito è bene sapere che non vengono riconosciuti in modo automatico. Questo vuol dire che se avete intenzione di proseguire gli studi in un altro paese dell’UE è necessario rivolgersi alle autorità competenti al fine di ottenere il riconoscimento dei titoli già conseguiti.

Nella maggior parte dei casi, infatti, è possibile ottenere un “certificato di equipollenza” del diploma di laurea, in grado appunto di equiparare il proprio titolo di studio a quelli del Paese in cui ci si trasferisce. Nel caso in cui si abbia interesse a veder riconosciuti i propri titoli accademici, quindi, bisogna rivolgersi al centro nazionale NARIC o ENIC del paese di interesse in modo tale da seguire le procedure richieste.

Cosa bisogna sapere prima di partire

Prima di partire per un altro Paese è bene prestare la dovuta attenzione ai diritti e alle regole da rispettare. Controllate il costo della vita, tenendo in considerazione i costi per cibo, ma anche affitto, trasporti e divertimento. Allo stesso tempo fate un’accurata ricerca in merito alle offerte di lavoro, in modo tale da capire se nel luogo in questione vi sia davvero possibilità nel settore di vostro interesse.

Se possibile, inoltre, cercate di fissare anticipatamente dei colloqui, in modo tale da giungere nel Paese con degli appuntamenti, evitando inutili perdite di tempo. Oltre al lavoro, un’altra priorità è rappresentata ovviamente dalla necessità di dover trovare una sistemazione. Informatevi quindi sui prezzi medi e sulle condizioni contrattuali in modo tale da trovare un alloggio adatto alle vostre esigenze. Una volta giunti sul posto, inoltre, può rivelarsi opportuno frequentare corsi o svolgere attività in modo tale da riuscire a conoscere gente del posto ed integrarsi il prima possibile. Onde evitare di incorrere in possibili inconvenienti, vi consigliamo anche di partire con dei risparmi. In questo modo, infatti, potete avere la tranquillità di riuscire sempre ad affrontare eventuali imprevisti.

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