Come abbiamo visto, la teoria dietroil paradosso della sceltapermette di arrivare a stabilire alcune strategie basate su modelli psicologici riconosciuti in letteratura. Ciò che forse rimane da chiederci, sonogli effetti che questa eccessiva possibilità di sceltatipica della nostra epoca possa avere su noi consumatori.
SecondoSchwartz, le persone possono sperimentare un senso difrustrazione ed impotenzadavanti alla possibilità di sceglieresolo una delle tantissime soluzioniche il panorama contemporaneo mette a disposizione.
L’immobilismo dato dalla scelta
Riprendendo alcuni concetti già cari ad altri pensatori precedenti (un esempio emblematico potrebbe esserel’immobilismo esistenziale di Kierkegaard), lo psicologo statunitense sottolinea come la scelta di qualcosa equivalga allarinuncia a tante altre, aggiungendo come la possibilità di cambiare facilmente decisione compromettail valore assoluto della possibilità di scegliere stessa.
Schwartz richiama anche il pensiero dei più moderni psicologiDavid MyerseRobert Lane, i quali ritengono che l’abbondanza di scelta possa essere un fattore scatenante delladepressionee di sentimenti disolitudine.
Secondo Lane, in particolare,gli americani starebbero pagando maggiori ricchezze e libertà con l’indebolimento della propria comunità, con un focus sempre più deciso sul singolo individuo piuttosto che sulla famiglia e la propria cerchia sociale.
L’infelicità dettata dalle troppe possibilità di scelta è stata, inoltre, affrontata ancheda un punto di vista puramente commerciale.
Celebre fu l’esperimentoSheena Iyengardella Columbia University eMark Lepperdella Stanford University, attraverso il quale è stato possibile riscontrare come, davanti ad un banchetto con confetture posto in un centro commerciale, le persone si fermassero più tempo quando erano presenti più prodotti, macomprassero invece di più quando le opzioni fornite venivano ridotte.
Secondo l’economistaAlbert Hirschman, esiste una sostanziale differenza nella possibilità di scelta di un prodotto e di una relazione sociale: mentre nella prima la strategia più utilizzata consiste nelchiudere il rapporto(ad esempio cambiando marca), nella seconda si è soliti dare una voce alle proprie problematiche,cercando più o meno consciamente di influenzare la situazione.
Le decisioni di secondo ordine e i compromessi
Un altro elemento che viene approfondito da Schwartz riguarda le decisioni di secondo ordine, ovvero quelle decisioni che secondoCass Sunsteinseguono una regola. Se si vive secondo regole, è possibile eliminare una serie di scelte (e di possibili problematiche). Per analizzare le scelte da affrontare, Schwartz propone una suddivisione di queste regole di secondo ordine incodici culturali, standard e presunzioni.
Infine, considerando ancora una voltale opportunità persecome parte integrante della possibile infelicità derivata dalla scelta, Schwartz sostiene come le persone tendano a considerare deicompromessi tra diverse scelte.
Uno degli svantaggi di fare compromessi, però, starebbenell’alterazione del modo in cui ci sentiamoriguardo alle decisioni da prendere, così comedel livello di soddisfazioneche proviamo dalla nostra decisione.
Fonti:
Barry Schwartz “The Paradox of Choice. Why more is less” Harper & Collins, New York, USA 2004, ISBN 0-06-000568-8
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