La sindrome di Capgras: una vita tra replicanti ed impostori

Il pensiero paranoide rappresenta una condizione che può riguardare diverse tipologie di disturbi. La percezione errata della realtà prende forme diverse, ed in alcuni casi arriva a far interpretare come una minaccia anche i propri cari.

La sindrome di Capgras è una condizione psicologica molto particolare, definita anche come “delusione di Capgras”. I soggetti che ne sperimentano i sintomi sono pervasi dalla credenza irrazionale secondo la quale le persone che conoscono sono state rimpiazzate da impostori o replicanti con le loro stesse sembianze.

Solitamente questo avviene con i familiari e con chi è più vicino all’individuo affetto dalla sindrome, ma allo stesso modo la percezione di essere di fronte ad un impostore può riguardare anche oggetti e animali.

Raramente è presente nei bambini, mentre tra gli adulti le donne hanno un rischio maggiore di incorrere in un disturbo psichiatrico che rimane, in ogni caso, molto raro.

Sindrome di Capgras come sintomo secondario

Episodi tipici della sindrome di Capgras, ovviamente, possono essere conseguenza di patologie più gravi come la schizofrenia e il morbo di Alzheimer, le quali compromettono la giusta sperimentazione del senso di realtà e la stabilità della memoria.

Anche alcune forme di epilessia possono portare a questo genere di problematica, così come lesioni cerebrali specifiche (in particolar modo nell’emisfero destro, specializzato nel riconoscimento dei volti).

Quello della sindrome di Capgras è un ambito di ricerca che necessita sicuramente di nuove evidenze, ma già oggi alcuni trattamenti si sono dimostrati efficaci per combatterla.

In caso di comorbidità con la schizofrenia è necessario valutare bene la situazione, visto che i tipici farmaci antipsicotici, in alcuni casi, potrebbero addirittura esacerbarne i sintomi. La soluzione migliore, in quel caso, potrebbe essere semplicemente quella di creare un ambiente che risulti sicuro e il più affidabile possibile per il soggetto.

Allo stesso modo, la psicoterapia sembra poter ottenere buoni risultati nell’attenuare l’ansia e le paranoie delle persone affette da questo disturbo. Ovviamente, in caso di lesioni cerebrali è possibile agire anche attraverso interventi chirurgici.

Le persone che vivono o interagiscono spesso con questi soggetti devono sforzarsi di assecondarli, quando possibile, senza correggerli. Se il soggetto pensa che uno dei suoi cari sia un impostore, la cosa migliore è lasciare la stanza fino a quando l’episodio paranoide sarà superato.

Le basi neurali della sindrome di Capgras

A livello neurobiologico, sono state ipotizzate diverse regioni implicate nel disturbo, come la corteccia temporale (sede del riconoscimento facciale) e il sistema limbico, implicato nell’elaborazione emotiva. Difficoltà nel collegare le sequenze di episodi e problemi di ragionamento sarebbero alla base di questa particolare tipologia di sintomo.

Secondo Ellis, questo secondo elemento, in particolare, spiegherebbe il pensiero delirante tipico della sindrome di Capgras, e l’impossibilità di far comprendere ai soggetti affetti l’assurdità delle loro convinzioni.

di Daniele Sasso

fonti:

  • Capgras, J. & Reboul-Lachaux, J. (1923). Illusion des sosies dans un délire systématisé chronique. Bulletin de la Société Clinique de Médicine Mentale 2 6–16.
  • Ellis HD, Young AW, Quayle AH, De Pauw KW, Reduced autonomic responses to faces in Capgras delusion, in Proc R Soc Lond B Biol Sci, vol. 264, 1997, pp. 1085–92, DOI:10.1098/rspb.1997.0150.

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