Le teorie della comunicazione ironica (I parte) – La prospettiva razionalista

Nell’ambito degli studi che si sono focalizzati sulla comunicazione ironica, diverse sono le teorie che si propongono di indagare le differenze nei significati e le interpretazioni attraverso le quali gli individui interagiscono grazie all’ironia.

Alla base delle diverse prospettive sta il gap che separa il significato letterale dal contesto. Tale significato è solitamente in contrapposizione con la percezione della situazione, e necessita quindi di essere reinterpretato, in modo da giungere alla comprensione della battuta.

La prospettiva razionalista

In tal senso si muove la prospettiva razionalista di Grice, secondo la quale l’enunciato ironico si fonda sull’opposizione tra l’atteggiamento soggettivo dell’attore e quello generato dalle attese dell’espressione letterale della frase.

Assume importanza, ai fini della comprensione, la competenza del partner: il significato letterale dell’enunciato viene inevitabilmente elaborato per primo, ma nel momento in cui le informazioni derivanti dal contesto non ne forniscono il necessario supporto, questo viene rigettato.

In questo modo è possibile ricercare il significato inteso. Proprio nella scomposizione in significato letterale e inteso sta la ricerca di Grice del significato complessivo della frase.

L’assunto da cui parte è quello del principio di cooperazione, secondo il quale il singolo partecipante non interviene casualmente, ma comunica in base a delle massime atte a favorire la conversazione:

1. Quantità: “Non essere reticente o ridondante”

2. Qualità: “Sii sincero, e fornisci informazione veritiera secondo quanto sai”

3. Pertinenza: “Sii pertinente”

4. Modo: “Evita l’ambiguità”

La comprensione dell’ironia deriverebbe dal riconoscimento che la massima riguardante la qualità è stata violata. Grice utilizza il termine implicatura conversazionale per definire l’interpretazione da parte dell’ascoltatore del significato contestuale dell’enunciato.

Il discorso ironico produce delle implicature conversazionali che permettono di riconoscere la violazione, e di conseguenza comprendere il significato inteso opposto al significato letterale espresso.

L’ipotesi del grado di salienza

Nella stessa direzione di Grice si muove anche la graded salience hypothsesis di Giora. Il significato saliente sarebbe, secondo tale prospettiva, elaborato per primo a discapito di quello letterale. La salienza di un significato viene determinata dal grado di frequenza nell’esposizione, dalla familiarità con il significato in questione e dalla sua prototipicalità.

L’ironia sarebbe quindi una forma di negazione indiretta che non utilizza espedienti espliciti: attraverso una affermazione positiva si comunica implicitamente che uno specifico insieme di cose reali si discosta dalle attese.

— Dicendo “Che party delizioso” nel bel mezzo di una festa piuttosto noiosa, l’ironista sottolinea come la festa tradisca le aspettative e sia lontana dall’essere deliziosa — (Giora, 1995)

Nonostante anche secondo Giora l’ironia nasca dall’infrazione di una norma conversazionale, in questa nuova ottica il significato letterale non viene mai scartato del tutto (incancellabilità), ma piuttosto svolge invece un ruolo cruciale nei meccanismi di comprensione e interpretazione di un significato che non è contrario a quello letterale, ma meno distante e più mitigato.

Alla base della comunicazione ironica troviamo quindi le stesse condizioni necessarie per un discorso ben strutturato:

1. Tutte le affermazioni devono risultare ben correlate all’argomento principale, soddisfacendo un requisito di rilevanza.

2. Il discorso deve essere conforme ad una condizione di informatività categorizzata, ovvero tutte le affermazioni dovranno risultare più informative o ugualmente informative rispetto alle precedenti.

3. Ogni allontanamento dalle suddette condizioni dovrà essere opportunamente esplicitato attraverso connettori semantici come “dopotutto, in ogni caso, ecc.”

I requisiti di una battuta fatta bene

In base a queste condizioni, è possibile rintracciare i requisiti di una affermazione ironica ben formulata:

1. Soddisfa la condizione di rilevanza nel fornire informazioni che garantiscano un accesso alla tematica principale del discorso.

2. Viola la condizione di informatività categorizzata.

3. Evoca una interpretazione figurata che, confrontata con il significato letterale, renda percepibile lo scarto tra le due (soddisfacendo la condizione di incancellabilità)

L’ironia viene evocata, quindi, dell’interazione tra il significato letterale è quello figurato, piuttosto che da un loro avvicendamento.

di Daniele Sasso

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