La più grande esplosione mai rilevata nell’universo

È la più grande esplosione mai registrata in tutto l’universo; gli astronomi non hanno assistito in diretta all’evento, ma ne hanno scoperto gli effetti all’interno del superammasso di Ofiuco.

Gruppi locali, ammassi e superammassi

È la gerarchia galattica: la Via Lattea, casa nostra, per esempio da parte di un gruppo locale che comprende le galassie vicine; il gruppo locale appartiene al superammasso della Vergine, che a sua volta contribuisce a formare il superammasso Laniakea che si estende per 500 milioni di anni luce. Non sorprende i superammassi siano la più grande struttura conosciuta nell’universo.

Il Superammasso di Ofiuco dista 370-390 milioni di anni luce da noi e il primo sospetto di una gigantesca esplosione nel suo interno risale al 2016, quando un team guidato da Norbert Werner esaminò le immagini del Chandra X-ray Observatory, telescopio spaziale della NASA, che rivelavano una strana curvatura nel superammasso, una sorta di muro esterno del fronte di un’esplosione cosmica.

Una collaborazione internazionale

Simona Giacintucci del Naval Research Laboratory di Washington, DC, è alla guida del nuovo studio realizzato grazie a una combinazione di fonti: oltre a nuovi dati dallo stesso Chandra, sono stati utilizzati rilevamenti del telescopio spaziale europeo XMM-Newton, del Murchison Widefield Array situato in Australia e del Giant Metrewave Radio Telescope in India.

La conferma

L’analisi dei nuovi conferma che in effetti la curvatura scoperta nel 2016 è una sorta di gigantesca bolla, come la sottile superficie di un muro dietro cui si cela un’intercapedine, poiché questo bordo è ricco delle radioemissioni tipicamente provocate da un buco nero che espelle materiale del proprio disco di accrescimento (materia allo stato di plasma) una volta che questo ha raggiunto un certo limite; gli elettroni vengono letteralmente sparati attraverso due linee perpendicolari opposte raggiungendo quasi la velocità della luce.

Una “cavità” di dimensioni spropositate&

Questa sorta di cratere cosmico conseguenza dell’esplosione è talmente vasto che potrebbe contenere 15 galassie come la Via Lattea, che ha un diametro di 100.000 anni luce e contiene fra i 100 e i 200 miliardi di stelle. L’energia liberata da questa esplosione è cinque volte superiore al precedente record, detenuto da un evento verificatosi nel cluster denominato MS 0735.6+7421.

Ciò che possiamo vedere del superammasso di Ofiuco risale a 390 milioni di anni fa, la distanza della struttura da noi, ma probabilmente l’esplosione è ancora più antica di ulteriori centinaia di milioni di anni.

Di Corrado Festa Bianchet

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