Gli assiomi della comunicazione di Watzlawick – III Parte: La Punteggiatura delle Sequenze di comunicazione

È tipico, quando si litiga, dare al nostro antagonista la colpa della frase scorbutica che abbiamo appena pronunciato, poiché un suo atteggiamento ci ha suscitato tanta stizza. Spesso si arriva ad un batti e ribatti nel quale ognuno incolpa l’altro della causa scatenante della discussione.

Il terzo assioma dei cinque esposti da Watzlawick fa riferimento all’interazione, nel corso di una serie di comunicazioni tra individui, vista come una sequenza ininterrotta di scambi. I classici battibecchi tra uomini e donne, inoltre, possono essere compresi attraverso la logica dell’approccio scientifico.

Basandosi sul paradigma classico, in psicologia, che vede la risposta come una reazione ad uno stimolo e il rinforzo come un ulteriore stimolo che aumenta le possibilità che quella stessa risposta venga data successivamente, gli elementi della sequenza di scambio possono essere concettualizzati sia come stimolo che come risposta e rinforzo.

Per fare un esempio pratico, se il comportamento dell’individuo A rappresenta uno stimolo che scatena la risposta di un individuo B, ma che allo stesso tempo deriva da un precedente comportamento dello stesso B, quella di A rappresenta anche una risposta, così come un rinforzo per B. Gli scambi verbali possono essere quindi considerati una catena di anelli triadici: una sovrapposizione continua di comunicazioni che ricalcano la sequenza stimolo-risposta-rinforzo.

Il susseguirsi degli scambi, considerati delle vere e proprie prove sperimentali, di fatto determina la relazione dei due organismi coinvolti nel rapporto: col tempo si andrà a definire una vera e propria sequenza di scambio che segue le regole su cui si basa il meccanismo di rinforzo, organizzando gli eventi comportamentali che andranno ad instaurarsi tra due persone.

Da un approccio prettamente sperimentale come questo, Watzlawick arriva a definire una situazione di vita quotidiana: i problemi relazionali tra moglie e marito tipici di ogni matrimonio. L’esempio fornito è quello di un uomo che tende a chiudersi in sé stesso e di una donna lamentosa. I problemi coniugali derivano da un loop infinito nel quale la donna brontola per la passività del marito, così come lui continua a chiudersi in sé stesso nel tentativo di difendersi dalle lamentele della moglie.

Secondo l’autore di “Pragmatica della comunicazione umana”, una interazione di questo genere imprigiona le persone in un ciclo che porterà infine ad attacchi di cattiveria e di follia. La distorsione della realtà a cui sono soggette queste relazioni dipende dall’incapacità di metacomunicare, comprendendo il circolo vizioso nel quale ci si trova.

Attraverso la terapia di coppia, ma anche con la disponibilità ad una interazione basata sulla valutazione consapevole di meccanismi malati ormai consolidati, si potrà intraprendere un percorso attraverso il quale sarà possibile porre un freno a questo processo disfunzionale.

Il parlare della propria comunicazione, ancora una volta, potrà scardinare i limiti nei propri scambi verbali e nei propri atteggiamenti. Spezzare il ciclo, con un po’ di buona volontà, potrebbe rappresentare il punto di partenza per favorire la crescita della propria relazione.

di Daniele Sasso

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