L’Attaccamento Infantile – III Parte: Gli studi sulla cognizione di Elizabeth Meins e l’importanza della Mind-mindedness

Le nozioni di attaccamento e sensibilità materna sviluppate grazie agli studi di John Bowlby e Mary Ainsworth hanno avuto, in tempi più recenti, la capacità di influenzare enormemente i lavori nell’ambito dello sviluppo infantile.

Un esempio è rintracciabile nei lavori di Elizabeth Meins, la quale ha cercato di connettere una relazione sicura tra genitore e figlio ad un migliore sviluppo del bambino dal punto di vista cognitivo.

Attraverso una serie di esperimenti, la psicologa ha dimostrato infatti che un pattern di attaccamento sicuro è direttamente ricollegabile ad una serie di vantaggi che permetteranno al bambino di coltivare meglio le proprie capacità.

Se separati dal genitore, infatti, i bambini sicuri di 1 anno tendono a cercarli maggiormente rispetto a quelli con attaccamento insicuro, ma non solo. Riescono anche in un compito di ricerca generico (come, ad esempio, ritrovare un oggetto nascosto dietro una tenda) in maniera più efficace.

Un altro risultato sarebbe quello di uno sviluppo più rapido del linguaggio. I genitori che posseggono un attaccamento sicuro con i propri piccoli utilizzano un modo di parlare caratterizzato da commenti positivi e tendono a descrivere più approfonditamente gli oggetti, assicurando uno scambio sociale che permette ai figli di prendere fiducia con il lessico e addentrarsi nella scoperta di nuove parole.

I bambini che possono approfittare di una relazione sicura con la figura di attaccamento, inoltre, sono in grado di utilizzare le proprie capacità anche al di fuori del rapporto col genitore. I piccoli a 2 anni riescono già a tenere in considerazione il punto dei vista degli altri, e in un compito di problem solving ascoltano attentamente i consigli dello sperimentatore sull’utilizzo di un giocattolo.

Pare che questa caratteristica degli infanti con attaccamento sicuro dipenda proprio dal fatto che il genitore ha fatto lo stesso con loro, prestando attenzione alla loro visione del mondo. La tendenza delle madri e dei padri a trattare i bambini come agenti mentali, ovvero come esseri dotati di intenzionalità, viene definita dalla Meins mind-mindedness.

Questo concetto fondamentale rispecchia la capacità dei genitori di fornire cure parentali dal punto di vista affettivo, ma anche quella di rispettare l’indipendenza del bambino e di saper intervenire nel momento opportuno.

I bambini sicuri ai quali si è fornito il giusto spazio per sviluppare precocemente un proprio pensiero, a 4 anni dimostrano di saper mettere in pratica quello che è stato loro trasmesso, sviluppando capacità empatiche superiori rispetto ai bambini insicuri.

Tutte i dati riportati negli studi, in conclusione, sottolineano quindi come la responsività e l’affetto fornito dai genitori siano in grado di permettere un corretto sviluppo ai bambini non solo per quel che riguarda la capacità di legarsi emotivamente alle persone in modo maturo ed equilibrato, ma che l’amore parentale di fatto gioca un ruolo fondamentale anche nello sviluppo di funzioni esecutive di alto livello.

Di Daniele Sasso

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