Quando trovare casa è quasi impossibile perché sei meridionale

Trovare casanelle grandi città italiane non sempre è facile, se seimeridionale, a volte quasi impossibile.

Ebbene sì, non parliamo di storie di ieri ma di oggi. Ordinaria quotidianità che emerge in modo vorticoso, e vergognoso, direi, grazie ai social. Roma, Milano, Torino, Bologna, solo per citare alcuni capoluoghi, sono unvero labirinto, non privo di insidie, per chi si appresta a cercare un alloggio non troppo caro e dignitoso.

E spesso, purtroppo, le insidie aumentano se si dichiara diprovenire dal Sud. Non parliamo di storie isolate ma di casi che fanno discutere ed indignare.

Episodi di vero e propriorazzismoche nell’Italia del XXI secolo sembrano suonare come degli echi del passato, eppure sentirsi dire“Non si affitta ai meridionali”è ancora questione di oggi.

La storia di Deborah, foggiana che voleva trasferirsi a Milano per stare vicino alla sua compagna, è solo l’ultimo episodio che ha fatto indignare mezzo Paese che ancora deve sentirsi chiudere le porte in faccia solo perché meridionale.

Ma cosa hanno i meridionali che non va? Cosa hanno in meno rispetto a quelli del Nord? Queste e altre domande continueranno forse a rimanere insolute, affidandosi aluoghi comuniedideologieintrise dirazzismoesuperioritàche purtroppo ancora aleggiano.

E cosa succede? Che una 28enne pugliese deve sentirsi dire dalla proprietaria di casa che si definisce“salviniana razzista”che non contano nulla i tempi in cui viviamo perché«le persone del Sud, i neri e i rom sono tutti uguali»e ciò che per lei conta «è quello che c’è scritto sulla carta d’identità e io da Lombarda, sostenitrice di Salvini, ci tengo. E non è un segreto di Stato, lei non è una svizzera: è meridionale, è diverso».

Salvini dal canto suo si discosta nettamente dalle dichiarazioni della signora ribadendo più volte che «Affittare una casa a un meridionale? Ma certo, stiamo scherzando? Siamo nel 2019 e l’Italia è bella da Nord a Sud, chi lo esclude è un cretino».

Cretini o meno, questi episodi ci portanoindietro nel tempoconferiteche si riaprono o che forse non si sono mai rimarginate, quelle segnate dalle discriminazioni e dall’odio, razziale, religioso, sessuale e  territoriale che oggi dichiariamo tanto di combattere ma che in verità aleggia ancora nelpopolo italiano, quel popolo che forsenon si è mai sentito unitoper davvero e che in oltre 150 anni non ha mai trovato quell’anello di congiunzione che le carte e la burocrazia dichiarano.  

di Francesca Bloise

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